LONDON, ENGLAND - OCTOBER 23: A linesman flags from offside during the Premier League match between Chelsea and Manchester United at Stamford Bridge on October 23, 2016 in London, England. (Photo by Mike Hewitt/Getty Images)
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MILANO – Leandro Meani, ex addetto agli arbitri per il Milan, ha parlato al Corriere della Sera di Calciopoli: “Mi hanno dipinto come un delinquente. Le intercettazioni distorcono tutto perché chi deve interpretare non conosce il contesto in cui due persone che si frequentano parlano tra loro. Tra gli uomini di calcio è così: le spariamo grosse, ma sono solo boutade”.
“Vantaggi? Il Milan non ha mai ricavato vantaggi. Nella mia intercettazione con Mazzei espressi un gradimento per Puglisi come guardalinee per Milan-Chievo dopo un’ingiusta sconfitta a Siena. Pur vincendo 1-0 subimmo due errori arbitrali gravi, tra cui un goal annullato a Crespo per fuorigioco che non c’era”.
“Minacce? Dopo lo scandalo vita ribaltata. Per tutti ero ‘quello delle intercettazioni del Milan’. Mi arrivarono minacce. Telefonavano al ristorante e mi dicevano: ‘Ti ammazziamo’ o ‘Ti bruciamo il locale’. Per una settimana la questura mi ha lasciato la scorta”. Intanto Montella rivela il suo pupillo…
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