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IL COMMENTO – “Why always me?”

“Nel mio Milan non solo non avrebbe giocato, ma non sarebbe mai entrato nemmeno in spogliatoio”. Forti le dichiarazioni rilasciate da Alessandro Costacurta in settimana e visti i componenti della squadra degli allora ‘Invincibili’ e i tecnici che si sono seduti nel tempo su quella panchina (Sacchi, Capello ed Ancelotti tanto per fare qualche nome), risulta assai difficile non credere a “Billy”. Le parole dell’ex difensore rossonero sono rivolte a Mario Balotelli, arrivato in estate al Milan che lo ha prelevato in prestito dal Liverpool, società al quale i rossoneri lo avevano precedentemente venduto. Nonostante la pubalgia che lo ha tenuto fermo sino ai primi di gennaio, le partite contro l’Empoli e contro l’Alessandria in Coppa Italia, hanno fatto irritare e non poco i tifosi del Milan. Quel che “Supermario” sembra non aver capito (l’ennesima volta!) è la grande possibilità che la Società, con il Presidente Berlusconi in primis, gli ha dato per rilanciarsi.
Lui ci ha messo del suo, sempre, per rendersi poco simpatico, diciamo così: le creste più o meno colorate; i selfie; le sparate sui social network; i macchinoni; le parole avventate; l’indolenza in campo; i pochi gol; l’atteggiamento e ci fermiamo qui pur potendo continuare. Al di là di questo, la verità è che stiamo parlando di un ragazzo normalissimo come ne è pieno il mondo ed il suo, è un fenomeno creato “ad hoc” dai media: se esordisci in Serie A all’età di 16 anni significa che sei più bravo dei tuoi coetanei ed hai un qualcosa degno di essere preso in considerazione, ma se quando dovresti essere solo un ragazzino spensierato e ti fiondano addosso l’etichetta di SUPER prima ancora che tu possa dimostrare di esserlo, beh, basta un attimo mettersi nei suoi panni per capire che non si è trattato di un qualcosa di semplice da gestire. Ad esempio, da Del Piero a Totti e Nesta, arrivando sino a Messi: tutti talenti fatti crescere senza pressione, soprattutto mediatica. Bene ribadire però, che questa pressione non tutti sono in grado di gestirla ed infatti, il problema di Balotelli sembra essere proprio questo. Non a caso, quando dall’Inter si trasferì al Manchester City, uno dei motivi del suo trasferimento fu proprio quello di andare a vivere in un Paese dove era possibile giocare a calcio senza percepire quella pressione presente solo in Italia (cosa poi non avvenuta a causa del suo atteggiamento).
Detto questo, a fine stagione Milan e Liverpool discuteranno sul possibile riscatto del suo cartellino da parte del rossoneri. I Reds vogliono almeno 10 milioni di euro per un calciatore pagato, nel 2014, ben 20 milioni. A queste cifre, Balotelli rischia seriamente di dover far ritorno ad Anfield. Le occasioni per dimostrare al Milan di valere un possibile investimento, ci sono, ma se il buongiorno si vede dal mattino le percentuali di vederlo in rossonero anche nella prossima stagione, attualmente, sono ridotte ai minimi termini.

Redazione Il Milanista

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