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Gullit: “Vanno bene i giovani, ma serve un top player”

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MILANO – L’ex rossonero Ruud Gullit ha parlato alla Gazzetta dello Sport in vista del derby: “Il Milan è molto meglio di qualche tempo fa. Ha i giovani italiani e il gioco. I giocatori capiscono che cosa devono fare e le partite sono più belle”


“Milan-Juve? Sì, l’ho vista. Che grande gol ha fatto quel ragazzo, Locatelli. Mi è piaciuto”.


“Inter? L’unico olandese, De Boer, è già altrove. Non so che cosa è successo all’interno, però penso che se prendi De Boer e gli chiedi di impostare un lavoro come all’Ajax, lo devi aspettare. Non puoi mandarlo via dopo due mesi”.


“Cosa manca al Milan? Il tempo: a questi giovani serve esperienza. Poi un fuoriclasse, il giocatore che cambia la partita… ma per un fuoriclasse servono i soldi”.


“Un giocatore che farebbe comodo? Magari un olandese. L’Olanda non ha fuoriclasse adesso, solo buoni giovani. Klaassen dell’Ajax è interessante, secondo me è bravino anche Bazoer. Il mio preferito però è Rick Karsdorp, un esterno destro del ’95 del Feyenoord che ora va anche in nazionale”.


“I miei derby? Quei derby erano… “alla grande”. Si dice? C’erano i migliori italiani e i migliori stranieri, anche nell’Inter. I tre tedeschi, Passarella, Berti, lo Zio Bergomi. Tutti fuoriclasse”.


“Come li preparava Sacchi, lavoro extra? Nooo, non è possibile. Non poteva ammazzarci di lavoro più del normale. Però era bravo, capiva tutto prima”.


“I gol all’Inter? Nella mia testa c’è quello del 1988, di sinistro, contro Zenga. Mancavano pochi minuti, rischiavamo di perdere. E io non ho mai perso un derby in A».


“Zenga? Uno dei portieri migliori. Viveva di istinto, capiva sempre dove andava la palla. Siamo stati compagni alla Samp, abbiamo fatto qualche serata: organizzava mille scherzi. Sì, una brava persona”.


“Io tecnico? Ho un figlio di 15 anni che vive con me. Ho rifiutato alcune proposte per stare con lui. Gioca anche a calcio, nel Football Club Amsterdam: è difensore, anche io ho cominciato lì”.


“L’Italia? Diversa dai miei tempi. Quando ho dedicato il Pallone d’Oro a Mandela, nel 1987, nessuno sapeva chi fosse. Poi lui mi ha detto che in carcere si era saputo e avevano festeggiato tutti. Da pelle d’oca. Però in Italia ho tanti amici e ne approfitto: dalla Gazzetta, un saluto a tutti”. Intanto Suso fa una promessa per il derby…

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