Milan: l'Everton vuole Calabria e Zapata
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MILANO – In un’intervista rilasciata a Calcio 2000, il giovane terzino rossonero ha ripercorso i ricordi dei suoi esordi con la maglia del Milan. “All’inizio è stata dura. Ricordo che uscivo prima da scuola per fare gli allenamenti al Vismara. Erano ben tre allenamenti alla settimana, quindi ero sempre fuori casa, fino alle 8 di sera. All’inizio, con il Milan, ci eravamo accordati per fare un allenamento nella mia vecchia società ma, dopo la prima settimana, mi sono subito accorto che il livello era completamente diverso e quindi mi sono allenato solo e soltanto con il Milan”. Poi su Inzaghi che lo fece esordire contro l’Atalanta. “Onestamente pensavo di non giocare quella partita. Ero reduce da un infortunio, credevo di non avere nessuna possibilità di scendere in campo. Poi, a pochi minuti dalla fine, De Sciglio aveva dei crampi ed è toccato a me. È stata un’emozione bellissima, anche perché c’era anche mia mamma a vedermi”. Infine sul Milan di Montella e sui giovani. “C’è un bel progetto sugli italiani e sui giovani provenienti dal vivaio. Anche nei periodi d’oro del Milan, c’è sempre stato uno zoccolo duro di italiani. Di Donnarumma è stato già detto tanto, tantissimo. È un grande. Locatelli lo conosco da tanti anni, ha grandissime doti. Gioca a testa alta e sa verticalizzare. Deve migliorare su certi aspetti del gioco, come tutti noi giovani del resto”.
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