MILANO – Non un nome qualunque, non un idolo qualsiasi. La storia di Ibra, ragazzo gambiano arrivato a Brescia un anno fa dopo essere scappato tra i vari centri di detenzione in Senegal, Mali, Niger e Libia, ha dell’incredibile ed un profondo legame con il nostro calcio.
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Oltre al già citato nome del protagonista, che ricalca quello del noto Zlatan, il gambiano è molto legato, infatti, a Mario Balotelli: «Voglio incontrare Balotelli perché è il calciatore più forte. Lo voglio abbracciare, gli voglio parlare e dire che ho scelto Brescia perché è la sua città». Queste le sue parole, questo il suo sogno di una vita, avveratosi, già in parte, con l’adozione da parte di una famiglia di Calcinato, cittadina della provincia bresciana. Intanto, Leo scatenato: doppio colpo a centrocampo > CLICCA QUI
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