Silvano Ramaccioni, prima Direttore Sportivo e poi Team Manager del Milan per un’avventura durata quasi trent’anni, ha parlato nel nuovo episodio di Unlocker Room – The Rossoneri Podcast, format curato e prodotto da Milan TV.
Su Ancelotti:
“È fra gli intoccabili. È talmente bravo che c’è da dire solo che ci faceva giocare talmente bene… Un mio nipote mi disse, quando perdemmo ad Istanbul, che avevamo perso per l’invidia degli dei. Alla fine del primo tempo l’invidia degli dei fu tale che perdemmo la partita. Io sinceramente devo dire che anche chi ha avuto meno fortuna, come Tabarez, è stato uno tra i più bravi al Milan. E l’ha dimostrato anche nel prosieguo della sua vita. Lasciò il posto ad Arrigo, che rientrava per la seconda volta, ma non so cosa non funzionò in lui. Anche Fatih Terim quando lasciò la panchina ad Ancelotti… Anche lui era un grande allenatore”.
Ha mai pianto per il Milan?
“Paura tanta, pianto no. Quella sconfitta contro il Liverpool mi fece soffrire enormemente, in un albergo tra i più belli del mondo com’era quello in cui eravamo ospiti ad Istanbul, ricordo di aver fatto tutta la notte con gli occhi spalancati non credendo a quello che era successo…”.
Il ricordo più bello?
“La Champions di Atene contro il Barcellona. Le assenze di Costacurta e di Baresi, la certezza di Cruyff di averla vinta ancora prima di giocarla dimostrò che nel calcio non bisogna mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso”.
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