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ESCLUSIVA – Mirabelli: “Boban? I dirigenti dovrebbero avere competenze specifiche. Rangnick? Grande conoscitore ma…”

Di Ramona Marconi

MILANO – E’ tornato a parlare dell’attualità rossonera Massimiliano Mirabelli, ex direttore rossonero, che ringraziamo per aver scelto i nostri microfoni.

Un commento sulla scelta del Milan di licenziare Boban…

Purtroppo noi sappiamo poco su come sono andati realmente i fatti. Non sappiamo quello che è successo all’interno del club. Lo sanno solo loro, non posso commentare. Dispiace per quanto accaduto, ma soprattutto che non arrivano i risultati. 

In una recente intervista ha detto che ognuno dovrebbe fare il ruolo per cui ha competenze…

Il problema è che i dirigenti dovrebbero avere delle competenze e delle esperienze specifiche prima di intraprendere questo tipo di carriera, quindi, prima di stare al Milan. Boban veniva da un’esperienza alla Fifa. Fare il dirigente vuol dire conoscere certe dinamiche e non vivere questo impegno un’ora al giorno. Se hai una responsabilità devi conoscere bene tutto quello c’è da sapere. Non voglio risultare antipatico, ma quando ho detto che non passo fare il primario del San Raffaele, mi riferivo proprio a questo. 

Boban ha rivelato che il Milan ha trovato l’accordo a dicembre con Ralf Rangnick. Che ne pensa del tecnico… 

E’ un grande conoscitore di calcio, però i migliori allenatori stanno in Italia. Devi dargli tempo, permettergli di ambientarsi, soprattutto con la lingua. Il Milan si può concedere questo tempo? Bisognerà vedere quelli che sono i reali obiettivi della società per il prossimo anno. 

Gattuso sta facendo grandi cose. Rifarebbe quella scelta di portarlo al Milan?

Ho fatto quella scelta consapevole, gli affidai la squadra. Gli abbiamo accorciato la strada. Non era facile, ma con Gattuso arrivammo terzi. Abbiamo fatto un grande lavoro. Sì, rifarei quella scelta. Sta confermando di essere un grande allenatore. 

Oggi arriva la battuta di arresto contro il Genoa…

Intanto giocare un match a porte chiuse è un handicap. Stiamo vivendo un momento difficile. Tutto il rumore che c’è stato prima del match per i fatti che – purtroppo – conosciamo bene, ha condizionato tutti.

Il solo Ibra non può sempre bastare…

Ibra ha avuto un impatto super positivo, ma non credo che si possa limitare a un solo calciatore. Il gioco del calcio è un gioco di squadra. 

Redazione Il Milanista

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