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Vieri: “Ibrahimovic leader vero, ma la Juve resta la più forte. L’Inter? Manca un vice Lukaku ma…”

MILANO – L’ex attaccante di Milan, Juventus e Inter Christian Vieri ha rilasciato un’intervista ai microfoni de Il Corriere della Sera. Ecco le sue parole

MILAN – “Ibrahimovic a 39 anni ha portato a scuola gran parte dei difensori del nostro campionato, è ancora immarcabile quando viene servito in un certo modo negli ultimi metri. Cifre impressionanti, e il suo contributo va oltre i gol. Parliamo di un leader vero, di uno che alza il livello generale degli allenamenti. Con lui in campo non si scherza, nemmeno durante la settimana. Zlatan ha carattere, carisma e costringe il resto del gruppo ad andare oltre le proprie possibilità. Contribuisce di fatto a velocizzare inserimento e crescita dei più giovani. A questo punto il Milan ha il dovere di giocarsi lo scudetto fino in fondo. Mi è piaciuto anche il mercato di Maldini: Mandzukic, in particolare, dà ulteriore spessore a certi livelli. Donnarumma è il miglior portiere del girone d’andata. Il miglior difensore? Romero, in fascia metto alla pari Hakimi e Theo Hernandez. A centrocampo Kessié, in attacco Ibra e Gasperini in panchina. La sua Atalanta è una realtà, ma non può sognare lo scudetto. Per il resto bene Locatelli, poi dico Barrow del Bologna”. 

Bobo Vieri e Paolo Maldini in uno scatto del 2005

JUVE – “Sento parlare di crisi, di centrocampo debole e altro. La verità è che spesso si giudica a vanvera, come se si fosse al bar. Dopo nove scudetti consecutivi ci sta anche di faticare e magari di non vincere. Detto questo, la rosa della Juve resta la più forte: non vinci per caso 3-0 a Barcellona per intenderci. E a proposito di Barça, da quanto tempo non va in finale di Champions? Eppure ha Messi… Insomma, parlando di Juve a me piace evidenziare come stiano rinnovando la squadra senza perdere in competitività. Penso a De Ligt e Demiral l’anno scorso, poi Chiesa, Kulusevski, McKennie, Morata… Sta cambiando pelle ed è comunque la più forte. Pirlo? Ci vuole tempo. Anche se in Italia non c’è pazienza. Per sua fortuna è alla Juve, dove sanno aspettare, programmare, investire. A me le idee di Andrea piacciono molto“.

INTER – “Ha tutto per vincere il campionato. Manca forse ancora un vice Lukaku, la squadra è però fortissima. Contro la Juve ho visto convinzione, qualità di palleggio e grande organizzazione: ha fatto la partita dal primo all’ultimo minuto. Questi sono club obbligati a giocare sempre per vincere. Bisogna dimostrare quotidianamente di meritarsi uno stadio come San Siro. Uscire dalle coppe non fa mai bene. Una grande squadra deve giocare almeno 5657 partite all’anno, senza scegliere gli obiettivi. Ci sono apposta rose lunghe, usatelo questo cavolo di turnover. Conte è un grande allenatore, punto! Uno dei più bravi al mondo“.  >>> E intanto Elliott vuole sognare in grande, tra Champions e Scudetto: arriva il sì definitivo per tre grandi colpi a gennaio! <<<

Bobo Vieri
Redazione Il Milanista

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