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Si accende la sfida Ibra-Immobile: ma Pioli è pieno di risorse

La notizia di giornata è sicuramente quella di Olivier Giroud che torna negativo al tampone: “AC Milan comunica che Olivier Giroud è risultato negativo al Covid-19. Il calciatore, domani, verrà sottoposto allo screening medico previsto dal protocollo federale per la ripresa dell’attività sportiva” recita il comunicato ufficiale del club. Il ritorno del numero 9 permetterà anche a Pioli di poter utilizzare Zlatan Ibrahimovic in un determinato modo: lo svedese è al ritorno da un lungo stop e nonostante scalpiti per giocare la sua gestione dovrà essere impeccabile. I rossoneri poi sono attesi da un periodo di fuoco. Dal 12 al 19 settembre il Milan tra Serie A e Champions League affronteranno infatti Lazio, Liverpool e Juventus e aver recuperato l’attaccante francese è un’ottima notizia.

Olivier Giroud, attaccante rossonero

LE OPZIONI NON MANCANO – Pioli riavrà un’opzione importantissima per il reparto offensivo, in attesa che anche Pellegri e Messias ritrovino la migliore condizione. Con la Lazio dunque spazio ai titolarissimi, tutti disponibili per Stefano Pioli che potrà godere anche del ritorno di Franck Kessie. Milan e Lazio in 180 minuti tra l’altro sono riuscite a portare in dote a San Siro ben 14 reti. Nove biancocelesti e cinque rossonere. L’incrocio dunque, nonostante si sia ancora all’alba del torneo, è già molto affascinante .

Ciro Immobile, attaccante classe 1990 della Lazio

IBRAHIMOVIC CONTRO IMMOBILE – Da una parte Ibrahimovic, dall’altra Immobile, la cui sofferenza con la maglia azzurra è direttamente proporzionale ai piaceri che regala quella celeste. Lo svedese però, come se ce ne fosse ancora bisogno, ha fatto sapere quello che pensa di se stesso, mandando ai tifosi il chiaro messaggio di essere pronto a tornare: “Se si parla di qualità intrinseche io non ho nulla in meno rispetto a Messi e Ronaldo. Se invece si considerano i trofei allora sì, io non ho vinto la Champions League… Non so però in base a cosa si decida per l’assegnazione del Pallone d’Oro non ne sono ossessionato. Quando il collettivo funziona, l’individuo ne beneficia: il singolo non può essere buono se la squadra non è buona. In fondo, penso di essere il migliore al mondo”.

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Redazione Il Milanista

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