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Ordine: “Capito perché Ibra è rimasto lontano dalla gestione del caso Leao..”

Franco Ordine ha commentato sulle colonne del Corriere dello Sport la vittoria ottenuta ieri in Champions dal Milan.

Sulla situazione tra Fonseca e Leao: “Detta Ibra, prima di cominciare: «Fonseca sia sé stesso». E si capisce perché nei giorni passati, lo svedese è rimasto volutamente lontano da Milanello e dalla gestione del caso di Leao escluso da Milan-Udinese. «Sono problemi che si risolvono all’interno» aggiunge per maggiore chiarezza. E Fonseca, da quel che succede in Champions League, è deciso ad andare dritto per la sua strada che non prevede compromessi, né scelte diplomatiche”.

Sul cambio decisivo: “Dapprima con l’Udinese, poi ieri sera gli eventi maturati fanno pensare che il portoghese ha qualche santo protettore. Perché le sostituzioni decise sull’1 a 1 diventano gli snodi decisivi per realizzare i primi tre passi nella classifica Uefa e cancellare quello scomodo 0 rimediato dopo Liverpool e Bayer Leverkusen”.

Se ha meritato il cambio: “Resta da discutere la decisione sul conto di Leao. Ha deluso Rafa e meritato il cambio? A giudicare dalle sgommate del primo tempo, la risposta è no. Suo uno dei primi pericoli procurati alla difesa del Brugge. Piuttosto la ricerca, ossessiva, di giocare a sinistra ignorando quasi costantemente l’altro binario con Pulisic rimasto ad aspettare sotto la tettoia, è un tema di prossima discussione interna a Milanello”. 

La sostituzione di Leao porta al gol del vantaggio: “Di fatto appena esce Leao ed entra Okafor, spunta il 2 a 1. E quando più tardi Chukwueze vola per poi servire ancora Reijnders, San Siro si scalda finalmente e probabilmente pensa che il suo allenatore non dev’essere proprio inadatto al compito. Alla fine Fonseca riesce anche a regalare l’ultima emozione allo stadio con il debutto europeo di Francesco Camarda”.

Situazione da risolvere: “Bisogna però mettere il punto sul contenzioso Fonseca e Leao. È utile che i due si chiudano magari in una stanza o in un ristorante fuori porta e chiariscano le rispettive idee su questo rapporto che può diventare un tesoro per il Milan oppure una grana incredibile. Già perché di Leao il Milan ha bisogno. Certo, del miglior Leao. Ma anche di un calcio migliore, più efficace e meno fumoso. Non solo Leao deve capire le idee del suo tecnico, dev’essere il Milan a realizzare meglio il calcio del portoghese”. 

Giulia Benedetti

Calciofila per passione, giornalista per professione. Amo i dettagli e verificare ogni notizia prima di metterla nero su bianco. Appassionata di BundesLiga.

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