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Maldini: “Per stringere un trofeo dovremo fare qualcosa di eccezionale”.

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Ieri a Montecarlo è andata in scena la cerimonia del Golden Foot 2021, vinto da Mohamed Salah. Era presente anche il direttore tecnico del MilanPaolo Maldini, al quale è stato assegnato il premio Golden Foot Legend Award. La leggenda dei rossoneri ha così lasciato l’impronta dei suoi piedi sulla Champions Promenade, la “Walk of Fame” del lungomare del Principato di Monaco. Dopo la cerimonia, Maldini ha parlato ai microfoni di “Sky Sport”: “E’ sempre un’emozione perché la lista dei vincitori è importantissima. C’è sempre meno tempo per venire ma è un’occasione per dare merito a questo premio importante. L’impronta nel mio caso è stata sia destra che sinistra: essendo ambidestro hanno fatto un’eccezione. Fa ridere perché nell’immaginario di un calciatore si pensa al piede perché è quello che calcia, ma in realtà è solo un accessorio: c’è tanto altro, come il fisico, la testa e la corsa”. 

Sul momento del Milan: “Non ci piace avere scuse. Il Sassuolo domenica ha giocato meglio, noi siamo partiti bene ma ci siamo spenti: avevamo poche energie. Nessuna scusa però: mercoledì avremo un’occasione per riprendere il nostro cammino. Sappiamo che dovremo faticare per vincere: abbiamo fatto grandissime cose ma siamo solo all’inizio. Per stringere un trofeo dovremo fare qualcosa di eccezionale”.

Sul mercato di gennaio“Il mercato di gennaio è di riparazione. La nostra squadra è competitiva e in questo momento non abbiamo intenzione di fare niente. Ci concentreremo sui rinnovi. Con Kessié e Romagnoli siamo lì e ci sono trattative: finché c’è tempo c’è speranza. I tifosi sono abituati a campagne acquisti diverse rispetto al passato. Poi le cose hanno fatto sì che dovessimo inventare qualcosa di particolare e che dovessimo diventare creativi. In testa abbiamo l’idea di squadra e Kjaer è un uomo di squadra in assoluto, un leader e lo ha dimostrato”.

Su Shevchenko: “Sheva si dimostra coraggioso, perché ama questo lavoro e si mette sempre in discussione. Ha preso un impegno difficile perché lui non ha paura: è un campione, e lo dimostrerà. Io tifo per lui: è un competitivo nato. Il punto più alto lo abbiamo toccato nella finale di Manchester, con il suo gol nell’ultimo rigore. Poi c’è stato tutto un percorso fantastico di un ragazzo arrivato con una mentalità diversa ma con un talento pazzesco. E’ cambiato tanto, per poi diventare quello che è diventato”. 

Redazione Il Milanista

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