MILAN, ITALY - MAY 25: Olivier Giroud and Simon Kjaer and Theo Hernandez of AC Milan lineup with their children prior to the Serie A TIM match between AC Milan and US Salernitana at Stadio Giuseppe Meazza on May 25, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
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L’ex rossonero Simon Kjaer ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di TeleLombardia, dove ha commentato la stagione del Milan.
Sul chiedere dei consigli a Ibra: “Sì, a lui potrei chiedergli e capire cosa funziona e cosa no. Nella mia carriera però devo fare il mio percorso e la mia esperienza, soprattutto devo sentire nello stomaco cosa mi piace e cosa no“.
Se segue la Serie A: “Mio figlio mi tiene aggiornato su tutte le cose: è milanista ma tifa anche Como adesso. Il mondo del calcio è sempre stato il mio mondo e sarà il mio mondo“.
Sulla stagione del Milan: “Ho vissuto come tutti i tifosi, è stata una stagione difficile: questo è il calcio. Si riparte e il Milan deve ripartire. Un consiglio? Difficile, perché non so cos’è successo e cosa sta succedendo, ci sono troppe cose da capire prima di parlare. Io voglio bene a tutti quelli che sono lì: calciatori, Zlatan, Furlani, Moncada che mi sono stati vicini e ho lavorato con loro… So che loro proveranno a fare il meglio possibile per il Milan. Poi non è andata bene e hanno trovato difficoltà. Io però sono convinto al 100% che faranno il massimo per fare una bella stagione per l’anno prossimo. Quest’anno non è andata come tutti i tifosi avrebbero voluto“.
Sulla contestazione dei tifosi: “I tifosi hanno sempre ragione, fanno le cose per le emozioni e credo che nessuno può contrastare la sensazione dei tifosi in questa stagione: li capisco assolutamente“.
Di chi è la colpa: “Hanno colpa tutti, perché tutti sono dentro la società Milan. Per mettere le percentuali devi anche capire cosa è successo, chi ha preso le decisioni. Io non sono un giudice: l’unica cosa che voglio è che il Milan stia bene“.
Se sente gli ex compagni: “Ci sentiamo, sono i miei amici. Loro come tutti i tifosi hanno vissuto un periodo difficile e quello pesa. I tifosi devono capire che pesa anche ai giocatori, non vanno a fare l’allenamento contenti e sereni, è una delusione anche per loro“.
Sulla panchina del Milan: “Non ne ho idea. Quello dipende dal progetto, da che tipo di calcio vuoi giocare: il Milan deve giocare a 3? A 4? Quella è una domanda troppo complessa. Bisogna capire quali giocatori vanno via e chi rimane. Io spero che sia un allenatore buono per il Milan. Conte? Si possono solo fare i complimenti, hanno fatto un bel lavoro“.
Sul futuro: “Bella domanda, sto valutando tante cose: adesso sono entrato nella mia ex società per vedere come funziona una società di calcio. Sono sei mesi che lavoro da loro. Non so se mi piacerebbe allenare o fare il dirigente. Se c’è una cosa che il calcio mi ha insegnato è che non ti chiude nessun tipo di porta: se devo scegliere sono più dirigente che allenatore ma penso anche che quello può cambiare, dipende dal progetto. Ho la fortuna che ho pazienza per trovare una nuova passione e qualcosa che mi stimola. Piano piano devo trovare il mio nuovo mondo, la mia nuova strada e in questo momento sono papà a mille“.
Se gli piacerebbe tornare al Milan: “Sì, perché no? Il Milan è sempre stata la mia società. Quando sono andato a Palermo a 19 anni, ho sempre detto al procuratore di voler andare lì: poi ci sono finito e ho fatto quattro anni e mezzo fantastici. Adesso no, voglio fare il papà. Non voglio forzare di entrare da qualche parte: se devo entrare in una società, in qualsiasi ruolo, devo imparare un po’ di cose“. Intanto ecco cosa si pensa sull’arrivo di Tare <<<
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