Riccardo Cucchi
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Riccardo Cucchi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di calciomercato.com in vista della lotta scudetto tra le due squadre milanesi. Ecco le dichiarazioni del giornalista:
Chi vince il campionato: “Milan favorito, lo dice la classifica. E da appassionato sono appagato da un arrivo tanto serrato, erano anni che non accadeva. In questi giorni, tutti chiedono al Sassuolo il massimo degli sforzi e dell’impegno. Ma La Sampdoria? Sembra che l’Inter quella partita l’abbia già vinta, ma non è così nemmeno lì”.
Chi lo meriterebbe di più tra Milan e Inter: “Ho sempre pensato, anche a inizio stagione, che il Milan potesse correre per lo scudetto. È che lo ha fatto in modo eccezionale, animato da un fuoco interiore, che gli ha consentito un rendimento anche superiore alle sue qualità. E questo grazie a Pioli e all’ingegneria – diciamo così – di Maldini nel costruire la squadra e gestire situazioni particolari come il caso Donnarumma”.
Sembra come se fosse l’Inter a perdere il titolo, più che il Milan a vincerlo: “Eh… forse è vero, anche se riconosco che Inzaghi ha fatto un grande lavoro, ha già vinto e ha dato un bel gioco alla squadra. E dopo Conte e senza tre giocatori importanti come Lukaku, Hakimi ed Eriksen non era semplice”.
Se sceglie una partita tra le due o le guarda entrambe: “Il modello “diretta gol” se facciamo caso, nasce proprio da “Tutto il calcio minuto per minuto”, anche se il fascino della radio mi pare superiore e non parlo perché sono… di parte. Quando un campo si inserisce su un altro, la radio, che non ha immagini, sembra racconti un evento proprio di quell’istante; in tv invece poiché puoi anche “vedere”, sai che la “cosa” già successa, pare un artefatto. In ogni caso, le vedrò entrambe contemporaneamente su Dazn”.
Sul non giocare mai in contemporanea: “Solo i più anziani possono ricordare che negli ’60, quando è nato, “Tutto il calcio” nelle ultime 5 giornate di campionato veniva addirittura sospeso, perché le squadre – che allora si portavano la radiolina in panchina – si facesse condizionare dai risultati degli altri”.
Se sarebbe stata più giusta la contemporaneità: “Sì, e non parlo di regolarità o trasparenza, ma del peso psicologico che può derivare dal conoscere il risultato degli avversari. In realtà, poi, nelle ultime giornate, al successo dell’una ha sempre risposta la vittoria dell’altra contendente allo scudetto, forse è un caso o forse significa che i calciatori di oggi, nati con le partite a orari sfalsati, sanno gestire meglio anche queste situazioni. L’unica partita che secondo me è stata condizionata dalla non contemporaneità è stata Sampdoria-Fiorentina, perché la Samp, salvata dai risultati della domenica, ha giocato con una libertà mentale che prima non avevamo mai visto”.
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