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Albertini: “Questo Milan mi fa ben sperare per il futuro, ha base solida”

Sul profilo ufficiale Twitter del Milan è apparsa una lunga intervista a Demetrio Albertini, ex centrocampista rossonero. Cosa vuol dire giocare la Champions League con la maglia del Milan: “Non è facile spiegare le emozioni di indossare la maglia della propria squadra del cuore. La Champions è sempre stata importante anche per i tifosi. C’era grande attesa, poi quando scendevi in campo sapevi quello che dovevi fare. Ma l’attesa dalla partita di campionato a quella europea era piena di emozioni“.

Sull’inno della Champions: “Ormai è diventato come un inno nazionale, è qualcosa di emozionante. Quando si parla di senso di appartenenza, il Milan ha il senso di appartenenza alla Champions. Pensate il dispiacere degli anni in cui il Milan non si è qualificato“.

Sulla sua squadra: “Lo slogan di Berlusconi e Galliani era: ‘Diventeremo il miglior club del mondo’. Hanno trasformato il sogno di tanti in realtà. Quel Milan ha cambiato qualcosa nel calcio, è riconosciuto da tutti. Indossare la maglia del Milan è stato un senso di responsabilità. Alcuni miei amici mi dicono che in quel Milan avrebbero vinto anche loro. Può essere anche vero, ma il discorso è che in quel Milan il problema non era vincere, ma giocare e conquistarsi un posto in una squadra che ha segnato la storia del calcio“.

Sul preliminare contro la Dinamo Zagabria nel 2000: “Quando giochi i preliminari ci sono due incognite: la prima sono gli avversari che conosci poco, la seconda invece è il tuo stato di forma perchè sei ad agosto, quindi non sei ancora al top della forma“.

Sulla doppietta al Barcellona: “E’ un bel ricordo, quella doppietta era stata bellissima. E’ una delle più belle partite che ho giocato in carriera. La metto sicuramente tra le prime cinque. La ricordo con grande piacere. Sono stati due bei gol da lontano“.

Sul Milan attuale: “Il Milan ha ricostruito il Dna rossonero, magari diverso da quello del passato dove c’erano tanti grandi campioni, mentre in quello attuale ci sono tanti giovani talenti. Sono state messe le basi per costruire una squadra ancora più forte. Dal lockdown in poi sono cresciuti tutti i giocatori, il merito è sicuramente dell’allenatore. Tutta la squadra è cresciuta, quindi ci sono meriti anche della società. C’è una filosofia diversa rispetto ai nostri tempi. E’ un Milan che mi fa ben sperare per il presente e per il futuro“.

Redazione Il Milanista

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