Filippo Inzaghi con la maglia numero 9 del Milan
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Siamo in piena sessione di mercato, l’aria si fa tesi negli uffici dirigenziali di tutti i club d’Italia e tutte le redazioni del Bel Paese vogliono sapere di più. Tutti noi vogliamo capire cosa aspettarci dal prossimo campionato. Così i nostri colleghi della Gazzetta dello Sport, per far luce sul futuro dei rossoneri in Serie A, ma soprattutto in Champions, hanno provato a parlare un Ex-Milan molto legato all’ambiente.
I microfoni di Gazzetta hanno contattato Filippo Inzaghi, ex attaccante rossonero, che ha rilasciato queste parole sulle squadre italiane che saranno impegnate nella prossima Champions League: “Champions a un’italiana? Me lo auguro. Soprattutto perché quest’anno la gioca mio fratello ed è tornato in Champions League il Milan: insomma, il mio cuore è coinvolto grazie a Simone e alla squadra di cui sarò tifoso per sempre”.
Parlando della competizione europea, ha ammonito tutti: “Non si deve mai pensare di essere favoriti in Champions, ma nemmeno di non avere chance: tutto può cambiare all’improvviso. Quale squadra italiana ha più possibilità? Dopo la fine del mercato avremo un’idea più precisa. Però il Milan sta facendo operazioni intelligenti e Giroud conosce l’Europa”.
L’ex 9 del Milan ha analizzato le possibilità di tutti: “La Juve con Locatelli risolverebbe un problema a centrocampo. Cristiano Ronaldo, se resta, nelle notti di Champions è spesso immarcabile. E credo che sarà la stagione di Dybala. L’Atalanta sta tenendo l’impianto-base che ha fatto ottime cose anche in Europa. E poi c’è l’Inter: l’anno scorso Simone con la Lazio ha superato il girone, stavolta con i nerazzurri credo e spero possa fare meglio. Lukaku segnerà tanto anche in Champions“.
In chiusura Pippo Inzaghi si è lasciato trasportare dal mare della nostalgia. Il numero nome ha ricordato le sue Coppe europee vinte con il “Grande Milan”.
“La prima del 2003 fu una cavalcata meravigliosa e aver battuto l’Inter in semifinale e la Juventus in finale, ai rigori, resta una cosa davvero speciale. La Champions del 2006-07, invece, fu inattesa: ero in vacanza da pochi giorni dopo il Mondiale vinto e corsi in ritiro a Milanello per i preliminari. L’avventura iniziò con un gol alla Stella Rossa a San Siro e si concluse con una doppietta al Liverpool in finale ad Atene: che emozione“.
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