Sven Goran Eriksson, ex allenatore di Roma, Lazio e Nazionale inglese
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Sven-Goran Eriksson, ex tecnico della Lazio, parla della volata scudetto a La Gazzetta dello Sport.
INTER NON PADRONE DEL PROPRIO DESTINO – «Innanzitutto, si è sempre padroni del proprio destino. Nel senso che facendo le cose per bene, avendo fiducia nel proprio gioco, alla fine i risultati arrivano. Questo scudetto dipenderà anche dal Milan ma, più che sulla classifica, bisogna soffermarsi sul campo: i primi mesi hanno detto che lo stile di Simone paga parecchio e porta alla vittoria».
SCUDETTO – «E la Juve dove la mettiamo? Loro arrivano sempre, hanno il cinismo e l’abitudine alla vittoria. Di certo un campionato italiano così avvincente mancava da tanto: chi è impegnato a giocarsela avrà un po’ di ansia, stiamo meglio noi che la guardiamo dal divano, anche se io faccio il tifoso e dico “forza Inzaghi sempre”».
SOMIGLIANZE CON LA LAZIO 2000 – «L’anno dello scudetto del 2000 abbiamo rimontato 9 punti, un po’ alla volta, con fiducia e pazienza. Stavolta Simone è molto meno indietro: l’impresa sarebbe più facile. Di sicuro, il ricordo di quell’esperienza lo può guidare. Ma io le rimonte le ho pure subite: mi brucia ancora quella dell’anno prima, del 1999, quando alla fine il titolo lo vinse il Milan. E pure nel 1986 alla Roma ho perso uno scudetto per un soffio. Ma Inzaghi lo sa, ogni esperienza rende un allenatore più forte».
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