Massimiliano Allegri
Ecco l’intervento di mister Massimiliano Allegri in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Genoa.
Sulla gara di domani, 200esima in panchina col Milan e sull’essere tedoforo della fiamma olimpica:
“Il passato serve per cercare di fare meglio per il futuro, per cercare di andare a migliorare le cose sbagliate fatte in passato. Per quanto riguarda la fiamma olimpica sono contento, sarà un’emozione ed un’esperienza meravigliosa. Ringrazio il Coni che mi ha dato questa possibilità. La partita di domani affrontiamo un Genoa che ha sempre segnato nelle ultime 10 partite, è una squadra che è cresciuta molto da quando è arrivato Daniele De Rossi. Ha giocatori molto bravi tecnicamente, hanno Colombo in attacco che sta facendo molto bene e sono contento perché è un ragazzo straordinario. È una partita che va affrontata con grande rispetto: i risultati di ieri hanno fatto sì che si sia alzata la quota Champions a 74 punti”.
Se si aspettava che Modric fosse il più impiegato del Milan e sul rinnovo di Maignan:
“Per quanto riguarda Mike: la società la sta lavorando per il futuro del Milan. Ci sono tanti ottimi giocatori e la società sta lavorando per avere un futuro importante. È importante poi che noi arriviamo tra le prime 4. Modric non è una sorpresa tecnica, ma è la passione che ha nel lavoro che fa, e soprattutto l’umiltà con cui si presenta al campo. Mi fa ridere che quando sbaglia un passaggio si arrabbia con sé stesso e chiede scusa: come successo a Cagliari che ha sbagliato una palla difficile per Loftus-Cheek e si è arrabbiato con sé stesso. È un ottimo esempio per i più giovani. Non è tanto le qualità tecniche, che quelle madre natura gliele ha date, buon per lui, ma è la passione e l’amore che i giocatori di oggi devono avere per lo sport, per il lavoro che fanno. È quello che fa la differenza. Al momento è difficile, ci sono troppe distrazioni, è importante avere i giocatori focalizzati sul lavoro e sugli obiettivi.”
Se c’è anche la Juve per lo Scudetto:
“La Juventus ha finito le partite del girone d’andata. La quota scudetto credo sia a 86-88, a seconda di come verrà chiuso il girone d’andata si fa poi la proiezione. Per arrivare 86 o 88 chi è a 36 deve fare 50 punti nel girone di ritorno, ma la Juve è una squadra forte e può farli. Con Spalletti ha avuto un’inversione di risultati e di prestazioni. Noi dobbiamo pensare a noi stessi e al nostro obiettivo: arrivare a marzo tra le prime 4 o subito attaccati. I risultati di ieri dimostrano che è complicato: dobbiamo rimanere con i piedi per terra, con grande equilibrio ed affrontare le partite con grande serietà come le ultime due. Poi le partite iniziano 0-0, non è che abbiamo qualche vantaggio perché siamo il Milan”.
Sul confronto con i Milan allenati da lui in passato:
“Quando si parla delle vecchie squadre si tende sempre a dire che sono più forti, no. Il confronto si fa con i giocatori attuali. Il Milan è una squadra forte e ha valori morali molto importanti; tutti hanno un obiettivo chiaro, cioè di ottenere il massimo dalle proprie potenzialità”.
Su Leao:
“Leao deve pensare a fare gol, le punte vengono valutate su questo! Deve fare gol! A Cagliari ha fatto gol e non stava benissimo, questo fastidio che ha se lo porta dietro. Può solamente che crescere visto che la prima parte di stagione tra polpaccio e adduttore ha saltato un bel po’ di partite. Così come Nkunku, che domani non sarà a disposizione, la botta alla caviglia che ha preso gli dà fastidio. Speriamo di averlo a disposizione per Firenze”.
Su che cosa si aspetta dal mercato:
“Dal mercato non mi aspetto niente, ho una società che si occupa del futuro del Milan. Tare e Furlani lavorano per questo e sono molto tranquillo”.
Su Fullkrug:
“Sta migliorando la condizione, a Cagliari è entrato e ha fatto vedere buone cose. Si mette a disposizione e che ha caratteristiche che non abbiamo. Si è presentato bene. Speriamo che abbia la possibilità di segnare anche lui, perché c’è bisogno di gol”.
Su Leao e Pulisic finalmente in campo insieme:
“Questo lo vedremo, hanno giocato 20 minuti insieme. Se tutto va bene oggi e domani mattina in allenamento, domani dovrebbero essere i titolari. Non sono ancora al massimo della condizione. Pulisic ha questo flessore che ogni tanto gli dà fastidio, Leao l’adduttore… Ma tutti devono fare una buona partita da squadra, questi mesi sono importanti per arrivare a marzo, con calma e pazienza, nelle migliori condizioni”.
Sul fatto che il Milan segna col primo tiro in porta e sul gioco:
“Sulla qualità del gioco lavoriamo tutti i giorni per migliorare qualità e velocità del passaggio. Cerchiamo di continuare a migliorare anche la fase difensiva. Vogliamo migliorare nelle due fasi, quando hai palla e quando non ce l’hai. Sui gol al primo tiro. Io ora su questo posso solamente dire che ho detto ai ragazzi che visto che vado su con l’età mi piacerebbe se mi facessero soffrire un po’ meno che non so se il cuore mi regge. Scherzi a parte, è una qualità importante dei ragazzi che hanno. Sanno che ogni palla, che può essere l’unica palla che capita, deve essere sfruttata. Quando giochi per vincere al Milan non è che una palla decide una partita, una palla decide una stagione. La pesantezza della palla è completamente diversa da chi gioca per la media classifica. Ecco perché i ragazzi devono avere una crescita mentale. Ma non credo che sia una vergogna, anzi.”
Sulla crescita e l’importanza di Rabiot:
“Credo che sia una regola di vita. Non è che i più anziani sono più bravi tecnicamente. Non è che è un ingegnere anziano è più preparato di uno più giovane. Nel calcio è una questione di partite giocate. È solo una questione di esperienza. Il Milan ha giocatori con meno partite ma di ottima qualità che possono diventare importanti per il futuro del Milan”.
Se ci sono troppi pregiudizi su Allegri:
“Non lo so, io una cosa che quando ho iniziato ho cercato di imparare e di copiare dai più bravi, quelli che hanno vinto. Ho capito che nel calcio non c’è un metodo unico per vincere, altrimenti tutti userebbero quello. Ci sono giocatori che hanno caratteristiche diverse: bisogna mettere in modo semplice i giocatori nelle condizioni di far bene. Poi ci sono tante componenti. Non so come si fa a fare l’allenatore, è inspiegabile. È più semplice di quello che sembra. Anche gli allenatori sono diversi l’uno dall’altro. Quello che conta nella vita è il risultato, poi come ci si arriva, ci sono tanti metodi, non ce n’è uno unico. Vale anche nel tennis, in tutti gli sport. Non credo ci sia un metodo unico”.
Sul poco tempo per recuperare tra Genoa e Fiorentina:
“Quando ci sono partite ravvicinate bisogna fare dei cambi, ma intanto pensiamo a domani. Quest’anno se ne avessimo avute da giocare ravvicinate, la Champions, sarebbe stato meglio. Una cosa importante secondo me è spostare l’orario della sera, dalle 20.45 alle 20. Sarebbe molto importante per il recupero dei giocatori. Giocando alle 20.45 esci dallo stadio a mezzanotte e vai a letto alle 3. Se giochi alle 20, alle 23 sei già a letto. È una cosa che secondo me potrebbe essere molto intelligente”.
Sulla sfida con De Rossi:
“Daniele in campo l’ho incrociato poche volte, lui faceva parte dell’emisfero dei giocatori molto bravi, io ero in un altro emisfero. Ha tutte le caratteristiche per fare l’allenatore ad alti livelli. Deve fare un percorso di crescita com’è normale che sia. È già molto avanti rispetto a quelle che sono le sue esperienze da allenatore. Sono molto legato a suo papà, abbiamo giocato insieme nel Livorno nel 1985. Daniele è del 1983, era appena nato”.
Su Loftus-Cheek:
“Di Ruben sono molto contento di quello che sta facendo, incrociando le dita sta molto bene. Ieri ha fatto differenziato ha avuto un piccolo problema ma domani sarà a disposizione. Lui deve switchare ed essere più determinante in zona gol. Ha potenzialità importanti, deve determinare di più. Ma sono molto contento”.
Sulle dichiarazioni di Dan Peterson sul tecnico ideale:
“Sono pienamente d’accordo con lui, gli faccio gli auguri. Ho avuto il piacere di rivederlo quando è venuto a Milanello per intervistare Pulisic. A 90 anni ha una lucidità pazzesca, c’è sempre da imparare nella semplicità con cui dice le cose. È stato molto bello parlarci”.
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“Non lo so, posso solamente dire che in questo momento sono dalla parte di quello che guarda il duello”.
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