Amoroso
Recentemente intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante rossonero Marcio Amoroso ha parlato della sua esperienza al Milan. Nonostante un ruolo marginale (quarto attaccante in rosa) e una breve permanenza, Amoroso ha speso parole bellissime per il periodo al Milan e, in generale, per il club e i giocatori con cui ha condiviso lo spogliatoio. Ecco un estratto delle sue parole.
“Era l’inverno del 2006, prima del Mondiale in Germania. Essere chiamato dal Milan è stato certamente un motivo d’orgoglio, io sognavo d’indossare quella maglia: sono cresciuto con i gol di Van Basten e le magie di Savicevic. Ho giocato poco, ma pazienza: ero al Milan. Galliani era stato da subito chiaro con me: ‘Vieni, ci serve una quarta punta’. Accettai con entusiasmo. Carlo preferiva Sheva, Inzaghi e Gilardino. Mi sarebbe piaciuto, forse, avere un po’ più di spazio in quei mesi. Perché mi allenavo sempre al massimo, ma non venivo considerato. Pensi che segnai io il rigore che mandò la squadra in Champions, 2-1 contro la Roma di Spalletti. Mi spiace non essere stato considerato per la rosa dell’anno dopo… che la coppa poi l’ha vinta”.
Su chi fosse il più forte con cui ha giocato:
“Bierhoff, non ho mai visto un colpo di testa simile, ma anche Pippo Inzaghi. Non gli davi una lira, ma con il pallone aveva un’attrazione magnetica”.
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