MILANO – Nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni del Milan, Ruud Gullit, leggenda rossonera, ha ripercorso varie tappe della sua esperienza all’ombra della Madonnina: “Io volevo solo giocare a calcio, divertirmi è sempre stato il mio obiettivo. Quando giocammo contro il Real Madrid fuori casa per la prima volta, ero in stanza con Ancelotti e la mattina della partita mi disse: ‘Ti ho visto dormire tutta la notte, ma come puoi dormire quando affrontiamo il Real Madrid? Io non ho chiuso occhio’. Gli risposi: ‘Carlo, perché ti preoccupi? Siamo molto più forti'”.
SULLA SECONDA STAGIONE – “Non sentivo la pressione perché ero spesso infortunato. Purtroppo restai fuori per 4-5 mesi. Solo allenamenti fino al giorno della finale che giocai. Sbagliai anche un paio di gol. Ogni anno era sempre più difficile giocare, perché gli avversari ti conoscevano. Di fatti contro il Benfica vincemmo solo 1-0. E’ incredibile la loro storia riguardante la maledizione delle finali perse. Vincere la Coppa dei Campioni è pazzesco: è il traguardo più importante e l’emozione più forte di una carriera. Tutto il mondo ti osserva. E’ stato davvero bellissimo riuscirci col Milan”.
SU BERLUSCONI – “Ha avuto un ruolo fondamentale per i nostri successi. Veniva a trovare la squadra quasi tutte le settimane. Dimostrava sempre grande vicinanza e aveva un’influenza notevole su di noi”.
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