Di Simone De Bari
MILANO – In vista di Sampdoria-Milan, in programma sabato sera a Marassi, i microfoni della nostra redazione hanno contattato, in esclusiva, un doppio ex della sfida: Angelo Benedicto Sormani.
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Lei ha vestito sia la maglia blucerchiata che quella rossonera: le due esperienze, però, sono state molto diverse…
“Decisamente. Con la Samp ho fatto una brutta stagione, la squadra faceva fatica e le cose andavano male. Purtroppo a Genova non sono riuscito ad affermarmi. Col Milan invece ho vissuto dei momenti meravigliosi, specialmente gli ultimi due anni. Nonostante qualche infortunio, mi sono tolto grandissime soddisfazioni, vincendo praticamente tutto e segnando anche in finale di Coppa dei Campioni”.
Samp e Milan si affronteranno sabato, che gara si aspetta?
“I ragazzi di Giampaolo giocano bene, bisogna stare molto attenti, è una trasferta sicuramente insidiosa per i rossoneri. Poi c’è Quagliarella, che si è perso la carta d’identità: fa più gol adesso di prima, è un giocatore fortissimo, impressionante. A mio avviso Samp e Atalanta sono le due squadre che, attraverso il loro gioco, possono mettere in difficoltà chiunque”.
Tra i blucerchiati c’è Quagliarella, ma il Milan può contare su Piatek.
“Anche il polacco è un giocatore formidabile. Sta facendo un percorso eccezionale. Nessuno si aspettava un’esplosione di questo tipo: si trova sempre al posto giusto nel momento giusto. Non si potrebbe chiedere di meglio a un centravanti”.
I rossoneri devono provare a riscattare la sconfitta nel derby, se l’aspettava?
“Sinceramente no, anche se il derby è sempre una gara imprevedibile che sfugge a qualsiasi previsione. Spesso il risultato della stracittadina non rispecchia il reale valore delle due squadre. Tuttavia, il Milan sta ritrovando la dimensione giusta. La stagione fin qui è stata positiva, soprattutto considerando le prospettive iniziali. Non c’era grande ottimismo qualche mese fa, ora invece la squadra di Gattuso ha ridato entusiasmo a tutto l’ambiente. Non è ancora il Milan dei tempi migliori, ma gradualmente sta crescendo e si vede la mano dell’allenatore”.
In Brasile, nel Santos, lei e Pelè siete stati compagni di squadra: com’è stato giocare con ‘O Rey’?
“Fantastico, un vero onore. Personalmente lo reputo il più forte di tutti i tempi. Un grande uomo oltre che un grandissimo campione, per noi era un punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Sempre pronto a sostenere ogni suo compagno, con un carisma che ho riscontrato in pochissime persone nella mia vita”.
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