Franco Ordine
Franco Ordine ha parlato a Il Giornale.
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Ecco le sue dichiarazioni: “Tutto si può dire di questo Milan pieno di cerotti e di assenze eccellenti (addirittura otto nella serata laziale) tranne che ceda ai tormenti e alle sventure e che si consegni alzando bandiera bianca al rivale di turno. La classifica non è ancora quella immaginata in estate, con chi gli sta davanti non ha vinto una sola volta, ma di sicuro il gruppo ha un carattere di cemento armato. A ben vedere, il merito costruito dai rossoneri durante i due tempi, é sicuramente superiore a quel modesto 1 a 1 che dalle parti di Gattuso ha avuto il sapore amarognolo di una beffa. Ed é centrato non solo sul palo di Chalanoglu, sulle proteste per il mani galeotto in area di Milinkovic Savic o sulla spinta di Immobile su Calabria capovolta da Banti, ma sull’autoritá del centrocampo e la tenuta della difesa al netto dell’ultimo cedimento fisico (Zapata) che ha originato la stoccata di Correa. Non sono mancate le censure alla panchina milanista provenienti dal critico più feroce di questi mesi, Matteo Salvini: chiedeva due-tre cambi come se Gattuso avesse a disposizione fior di rincalzi. Rilievo discutibile. Dalle parti di Rino non c’erano difensori di razza e nemmeno centrocampisti capaci fisicamente di contrastare gli ultimi assalti laziali. Piuttosto chi continua a pensare e a sostenere con forza che l’arrivo eventuale di Ibrahimovic può in qualche modo ‘danneggiare’ Cutrone, assente dal tabellino del gol fuori casa dalla bellezza di nove mesi, sempre a Roma, un torneo fa, sarà bene che si riveda una, due, tre volte la prova del giovanotto comasco che pure non ha avuto sui suoi piedi da educare al grande calcio, opportunità di rilievo. In tal caso scoprirá che l’eventuale ritorno dello svedesone può soltanto aiutare Cutrone a maturare esperienze, ad affinare la tecnica, qualità che gli servono come pane quotidiano per sperare in un futuro che gli riservi un destino migliore rispetto a quello di Paloschi oppure Mannari per citare giovanissimi promesse espressione del vivaio rossonero di due stagioni molto distanti tra loro, i quali non hanno mai raggiunto picchi di rendimento degni della storia e della bacheca del Milan”.
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