Milan ICC 2018 - Le parole di mister Gattuso
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MILANO – Milan ICC 2018: sta per partire la torunée americana del Milan arricchita dalla partecipazione dei rossoneri alla International Champions Cup. A poche ore dalla vigilia del torneo, il tecnico rossonero Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa: “La base più importante l’abbiamo messa in questi 12 giorni di lavoro a Milanello. Adesso ci alleneremo anche con le partite e cercheremo di toccare velocità più alte. Manchester United? Sembra che sono passati 50 anni, invece ne sono passati 7-8. Oggi vedo il calcio in una maniera diversa, da giocatore era tutto più semplice. Ma veramente mi sono passate dalla testa tante cose. Vi posso assicurare che fare l’allenatore è più difficile. Ma quando si giocano queste partite e ti confronti con queste squadre, per noi deve essere motivo di orgoglio e non dobbiamo fare figuracce. Mourinho? Penso che Mourinho è da 20 anni al top. Ha vinto tanto, va sempre alla ricerca di tirar fuori il meglio dai suoi giocatori e non è un caso che vinca da tanti anni. Ha una grande mentalità e sa entrare nell’anima dei giocatori. Penso che stiamo parlando di uno dei più grandi allenatori del mondo”.
Su Bonucci: “Ho parlato con Leo e bisogna essere onesti e dire le cose come stanno. Leo ha avuto un confronto con me, ma non sono io il club e deve parlare con i dirigenti. Fino a quando farà parte del mio spogliatoio, voglio vedere il Bonucci che ho visto in questi ultimi 12 giorni: un Bonucci professionista, è il primo a tirare il gruppo e si sta comportando da grande capitano. Poi spetterà a Leo e alla società decidere, ma spero fino all’ultimo che Bonucci possa rimanere qui. Perché è un giocatore di mentalità e di talento. Spero che rimanga con noi. Penso che quando un giocatore esprime un desiderio, l’allenatore deve fare di tutto per convincerlo a farlo rimanere e pensare ai pro e ai contro. Se il giocatore ha espresso un desiderio in maniera chiara, bisogna capire, sedersi e affrontare in maniera corretta il discorso. Mercato? Vanno presi giocatori funzionali al modo in cui giochi. Non facciamo nulla se non prendi giocatori utili al tuo stile di gioco. Poi è normale che questo, a volte, può decadere su qualche nome perché la società preferisce prendere giocatori di 24-25 anni al posto di uno da 30-31 anni perché parliamo di una proprietà diversa dalle altre e se deve fare un investimento importante, preferisce prendere un ragazzo che prende valore. L’importante è che sia funzionale a quello che si vuole fare”.
Su Mirabelli: “Vorrei tante cose nella vita, ma ci sono cose che non si possono ottenere. Io se sono al Milan è perché Massimiliano lo ha voluto fortemente. Mi ha dato la possibilità di allenare la prima squadra e se sono diventato quello che sono, i meriti sono di Mirabelli e di Fassone che mi hanno dato la chance. Io sono un professionista e voglio fare questo mestiere. C’è grande rammarico, c’è grande amarezza però bisogna guardare avanti e può succedere anche a me che se sbaglio due partite, parte la contestazione. Mi dispiace molto, ma bisogna guardare avanti e affrontare questo lavoro, che sarà molto difficile, con grande serietà e professionalità”.
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