Di Luca Spigarelli
MILANO – Il Milanista ha intervistato in esclusiva l’ex giocatore del Milan e voce FIFA 19 Stefano Nava che ci ha parlato dei rossoneri, del futuro ma anche del videogioco di calcio. Ecco le sue parole:
PARLIAMO DI FIFA 19: OGNI ANNO REGISTRATE DEI PEZZI NUOVI O LE FRASI SONO SEMPRE LE STESSE?
“Ogni anno c’è naturalmente da aggiungere con un gran lavoro a tutto quello che è stato fatto in precedenza. Diciamo che c’è una legacy, si chiama così, una struttura, un osso che ci accompagna per tutte le edizioni e su quelle si basano le uscite, ma all’interno di questa proposta, che è la base, vengono ogni fatte ore e ore di lavoro per completare quelli che sono i cambiamenti, le nuove strutture, le nuove frasi, le nuove situazioni, i nuovi progetti che EA ha in serbo. Quindi ogni anno c’è da lavorare.”
QUINDI C’È UNA PARTE FISSA A CUI OGNI ANNO VIENE AGGIUNTO QUALCOSA DI NUOVO:
“Si si ogni anno c’è qualcosa da aggiungere ma anche non sulle nuove proposte, nuove avventure e nuove storie ma anche sul calcio giocato: Champions League, Serie A piuttosto che su tutti gli altri campionati giocati: c’è sempre molto da fare”.
PARLIAMO DI MILAN: LEI HA ALLENATO TANTI GIOCATORI CHE MILITANO IN PRIMA SQUADRA COME DONNARUMMA, CALABRIA E CUTRONE.
“Insieme a tutti i miei collaboratori e a tutti gli allenatori del settore giovanile abbiamo avuto questi giocatori e li abbiamo accompagnati nella loro crescita cercando di estrarre il massimo da quello che è il loro talento che poi fortunatamente un po’ con il nostro lavoro, ma soprattutto con il loro merito sono riusciti a raccogliere soddisfazioni molto molto grandi. Di questo siamo tutti molto orgogliosi”
COM’È CAMBIATO IL MILAN DALLA GESTIONE BERLUSCONI A QUELLA DI ELLIOTT PASSANDO PER QUELLA DI MR LI?
“Io ho fatto quasi 30 anni di Milan nell’era Berlusconi e ovviamente era un punto di riferimento straordinario e importantissimo. Tutto funzionava a meraviglia ed effettivamente i risultati sono stati raggiunti perché ritengo, dall’esperienza che ho maturato, che i grandi risultati sono fatti si dai giocatori e dagli allenatori ma se non hai una società importante, forte e solida non puoi arrivare da nessuna parte. Poi c’è stato questo passaggio cinese che è stato molto rapido ma non chiarissimo. In tanti, anche i più vicini all’interno della società non riescono a spiegarsi la forza e la struttura di questo imprenditore cinese: rimane un’alone di mistero, un’ombra su quella che è la parentisi Milan post Berlusconi: non c’è dubbio. Adesso sembra che con le cose si siano rischiarite non solo dal punto di vista economico ma anche dalla forza della società ma dai punti di vista dei protagonisti che appaiono finalmente e raffigurano il Milan per quello che è, con la forza e il carisma che rappresentano questi ex giocatori che ora spero per loro possano avere grande successo anche come dirigenti”.
NELLA NUOVA DIRIGENZA C’È ANCHE PAOLO MALDINI CON CUI LEI HA GIOCATO. UN COMMENTO SULLA NUOVA AVVENTURA DELL’EX CAPITANO?
“Cosa devo dire? Non riesco a non cadere nel banale. Perché Maldini è stato uno dei più forti giocatori della storia del calcio, non solo italiano, ma mondiale. Non ho nulla ad aggiungere oltre a questo: è già il massimo”
PARLA IL PALMARÈS PER LUI…
“Parla tutto per Paolo. Tutto tutto. Un’esempio sia fuori che dentro il campo veramente. Adesso si sta avvicinando in questa nuova avventura che richiesta pazienza, impegno e studio. Lui però parte da uno spessore e da un piano estremamente alto e credibile”.
BROCCHI È IL NUOVO ALLENATORE DEL MONZA DI BERLUSCONI. CI SONO DEI CONTATTI ANCHE CON LEI E IL MONZA?
“Io voglio fare l’allenatore e spero di poterlo fare presto. E’ una cosa che sento dentro, per cui ho lavorato e sono cresciuto. Ho intenzione, perché mi sento pronto di fare questo tipo di avventura. Seguo il Milan e seguirò il Monza. Conosco ovviamente Brocchi abbiamo collaborato e lavorato insieme quindi c’è tifo da parte mia in quest’avventura, non semplice, ma molto affascinante”.
IL NEO PRESIDENTE DELLA FIGC, GABRIELE GRAVINA, NEL SUO PROGRAMMA, UNA RIFONDAZIONE E RICOSTRUZIONE DEI VIVAI: LEI CHE NEI SETTORI GIOVANILI CI HA LAVORATO PENSA CHE SIA LA SOLUZIONE GIUSTA?
“Io credo che questa sia un’opzione per risolvere e per portare nuovamente il calcio italiano nell’élite. Però noi aspettiamo i fatti e innanzitutto idee, progetti e aspettiamo l’esecuzione di questi. E’ inutile che stiamo qua a parlare: ad esempio prendiamo le seconde squadre. Chi le ha viste? Tutto quello che serve e che consente la crescita del movimento è ben visto e ben voluto e auspicato: però bisogna farlo”.
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