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Abate: “Sta tornando il vecchio Milan. Champions? Serve umiltà. Da difensore centrale…”

Milan, parla Abate

MILANO – Ignazio Abate, terzino rossonero, si è così espresso ai microfoni di MilanTV, dopo l’ottima prova, nell’inedito ruolo di difensore centrale, disputata ieri contro il Parma.

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Sulle parole di elogio di Maldini: “Le parole di Paolo fanno piacere, poi dette da lui ancora di più. Però abbiamo fatto il nostro dovere. Dobbiamo continuare così, tenendo un profilo basso. La strada è lunga, sappiamo che troveremo delle difficoltà, però questo è un gruppo che ha dimostrato di sapersi ricompattare nelle difficoltà”.

Sulla prima volta da difensore centrale dall’inizio: “A quattro non avevo nemmeno mai giocato a partita in corso. Diciamo che è andata abbastanza bene. Se può essere l’inizio di una nuova carriera per me? Sinceramente non lo so e non ci penso. Io la vivo alla giornata. Poi sicuramente anche in passato è capitato a tanti giocatori che dopo i 30 anni con fortuna e bravura sono passati in mezzo. Vedremo cosa ci riserverà il futuro. In questo momento c’è bisogno in mezzo, la mia disponibilità non mancherà mai”.

Su cosa ha pensato quando ha saputo che avrebbe giocato difensore centrale: “A Roma era più semplice, a tre sapevi che avevi le spalle coperte. A quattro era la prima volta in assoluto, però ho giocato con compagni di difesa forti. La squadra è stata molto corta e compatta come linea difensiva e ciò ha facilitato un po’ tutti”.

Se la maggior qualità del Milan è l’essere squadra di fronte alle difficoltà: “Anche ieri l’abbiamo dimostrato. Siamo rimasti in partita, mantenendo la calma. Magari da questo punto di vista stiamo maturando, però è presto perchè siamo a dicembre. Ora bisogna cercare di rimanere attaccati al gruppo in inverno e poi giocarci la volata Champions in primavera. Gli altri anni arrivavamo sempre con -10/-12 e questa squadra non se lo può permettere. Dobbiamo fare di tutto per arrivare nelle prime quattro”.

Se preferirebbe giocare a tre o a quattro con il Torino: “Deciderà il mister. A Roma si abbassavano molto tra le linee, invece ieri giocavano molto sulle ripartenze e dovevamo essere molto attenti sulle preventive. Fortunatamente io e Zapata siamo veloci e ci ha facilitato il compito su Gervinho”.

Sul salvataggio decisivo nella partita contro il Sassuolo: “Quando passano gli anni bisogna lavorare ancora di più per mantenere livelli alti”.

Se vede paragoni con l’emergenza infortuni nell’anno dello Scudetto: “Quella di ieri è stata una partita come quel Milan-Cesena finito 2-0 nell’anno dello Scudetto.  Ora abbiamo un calendario più abbordabile nelle prossime partite, perchè partite facili non ce ne sono mai. Non devi perdere punti con le cosidette medio-piccole. Non è facile, ma credo che stiamo maturando e crescendo come gruppo. Il calcio è fatto di episodi, abbiamo reagito al gol incassato con il primo tiro in porta subito. Ci sono tanti aspetti positivi, però la strada è lunghissima. Non ci dobbiamo specchiare, non dobbiamo perdere umiltà e compattezza. Se non le perdiamo, secondo me. possiamo fare strada”.

Sulla squadra che ha il carattere del Gattuso allenatore e non giocatore: “In generale credo che ogni squadra rispecchi un po’ il proprio allenatore. Anche il mister è molto lucido, trasmette tranquillità quando prepara le partite, nonostante trasmetta il proprio carattere. E’ una squadra giovane ma che sta maturando in fretta”.

Se è una coincidenza che questo ritorno di fiamma personale sia avvenuto con l’arrivo di Leonardo: “Leo è il primo allenatore che mi ha dato fiducia in una grande società. Sta tornando il vecchio Milan in tutti i settori. Si respira un’aria diversa. L’anno scorso non mi sentivo a mio agio al 100%. Quest’anno è tornata gente di alto spessore, milanisti veri ed è normale che faccia bene a tutto l’ambiente”.

Su quanto è cresciuto Gattuso in un anno: “Non lo posso dire io. Il mister ha avuto l’umiltà di fare tantissima gavetta. E’ stato un grandissimo campione e, nonostante questo, ha avuto l’umiltà di imparare ed accettare situazioni non semplici. E’ un mister molto preparato e sicuramente avrà una lunga carriera davanti”.

Sul perchè il Milan prende troppi gol in relazione a quanto subisca: “Ogni gol va analizzato. Se è una costante non può essere solo sfortuna. Se vogliamo ambire a posti importanti dobbiamo migliorare in questo aspetto. E’ fondamentale migliorare al più presto”.

Sui 53mila di Milan-Parma: “C’era una cornice di pubblico bellissima ieri. Spero saranno sempre di più da qua alla fine. Abbiamo bisogno di loro”.

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Redazione Il Milanista

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