MILAN, ITALY - MAY 29: Milan football coach Carlo Ancelotti (L) and captain Paolo Maldini arrive home with the Champions League Trophy at Malpensa International Airport on May 29, 2003 in Milan, Italy. AC Milan won the Champion's League final defeating Juventus at Old Trafford, Manchester, England on May 28. (Photo by Giuseppe Cacace/Getty Images)
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Una finale unica, perché unica rimane la volta in cui due squadre italiane si sono giocate la vittoria della Champions League all’ultimo atto. Una data storica, perché dal 2003 il 28 maggio è un giorno di festa per tutti i tifosi rossoneri. Il merito è di quella squadra di campioni allenata da Carlo Ancelotti, che allo stadio “Old Trafford” di Manchester riuscì a battere la Juventus ai calci di rigore. Furono 120′ poveri di occasioni (0-0) ma pieni di tensione, sospesi tra gli occhi di ghiaccio di Sheva prima del tiro decisivo e la gioia irrefrenabile – in campo e sugli spalti – per la conquista della sesta Champions della nostra storia.
MALDINI “VEDE” LA COPPA
Fischio d’inizio alle 20.45: squadre in campo. Paolo Maldini, il capitano dei rossoneri, sorride e scherza con Buffon passando di fianco alla Coppa. Poi quel gesto con la testa, come a voler tornare subito indietro ad ammirarla. Come a dire: ci vediamo dopo… Una sequenza che nessuno dimentica, un segno del destino.
SHEVA, L’URLO STROZZATO IN GOLA
Al 9′ il Milan sarebbe già in vantaggio grazie al gol di Shevchenko: l’attaccante ucraino controlla il passaggio di Inzaghi e di sinistro (deviato) batte Buffon, ma il guardalinee annulla – tra l’incredulità generale – per un fuorigioco di Rui Costa al momento della conclusione vincente
IL TUFFO DI PIPPO
Ancora Milan pericolosissimo, questa volta con Inzaghi. Pippo, in area piccola, si avventa sul cross dalla destra di Seedorf e colpisce di testa in tuffo: sembra gol, ma Buffon è miracoloso nella parata all’angolino. Clamorosa occasione per un ex della sfida, che non ci crede. Forza ragazzi!
NESTA SALVA IN ROVESCIATA
Una rovesciata improvvisa di Del Piero rischia di beffarci a ridosso dell’intervallo, dopo un primo tempo comandato dal Diavolo: per fortuna c’è Sandro Nesta, che a Dida scavalcato anticipa Ferrara sottoporta in scivolata – grazie a un’altra rovesciata – e allontana la minaccia. Un intervento di importanza capitale.
LA TRAVERSA DI CONTE
A inizio ripresa i bianconeri sfiorano il vantaggio in una delle più grandi chance di tutta la partita: Del Piero crossa e Conte (appena entrato) spizza di testa, con Nesta e Dida in ritardo ma soprattutto con la palla che sbatte contro la traversa, vicino all’incrocio dei pali, e poi termina sul fondo. Che brivido..
LA “SPACCATA” DI ROQUE JUNIOR
Dopo 5′ del primo tempo supplementare si fa male Roque Junior, cadendo male dopo un’azione offensiva. Un guaio per Ancelotti, che ha già terminato i cambi. Il difensore stringe i denti ma da lì in poi, di fatto, sarà solo sofferenza. La squadra deve rimanere ancora più unita e compatta. Imperativo: non mollare!
GATTUSO IN SOLITARIA
Memorabile la scena del pressing a tutto campo di Rino Gattuso, in pieno supplementare. Quando le energie di molti giocatori erano già esaurite e iniziavano ad arrivare i primi crampi, “Ringhio” – anima di quel Milan – trovò la forza per correre dalla sua difesa fino quasi all’area avversaria. Applausi.
DIDA LI PARA (QUASI) TUTTI
Trezeguet-Zalayeta-Montero: sono, in ordine, gli juventini che sbagliano i rigori. O meglio, gli juventini ipnotizzati da Nelson Dida, uno dei principali protagonisti di quella magica serata di 14 anni fa. Il portiere brasiliano intuisce e devia 3 dei 5 tiri bianconeri, ad eccezione di Birindelli e Del Piero, consegnando a Sheva la palla della storia…
LO SGUARDO GLACIALE DI ANDRIY
Lo sguardo glaciale di Sheva è la prima immagine che ogni milanista associa al 28 maggio 2003. Una tranquillità incredibile nel preparare e poi trasformare, spiazzando Buffon, il penalty della vittoria finale. Andriy era impaziente, perché sapeva benissimo cosa fare: gol! Siamo Campioni d’Europa!
PAOLO DOPO CESARE
Paolo Maldini alza al cielo la sesta Champions League del Milan, esattamente 40 anni dopo papà Cesare che sempre in Inghilterra, a Wembley – superando il Benfica in finale (2-1) nel 1963 -, conquistò con il Diavolo la prima Coppa dei Campioni di una squadra italiana. Ricordi indelebili.
Fonte: acmilan.com
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