Ronaldinho
MILANO – In un’intervista concessa a “La Gazzetta dello Sport”, Ronaldinho ha raccontato della sua nuova vita, della sua voglia di tornare di nuovo a calcare un campo da calcio. Dinho il pallone lo ha sempre avuto nel DNA, inutile fare giri di parole. Con il pallone tra i piedi sapeva fare qualsiasi cosa. Un dribbling, un assist vincente, un goal capolavoro, a lui veniva naturale qualsiasi cosa. E’ stato un genio del calcio, un artista, e ora non vederlo più in campo fa male a molti. Anche a Dinho, che infatti non nasconde la sua voglia di tornare. “Quando giochi è solo campo e partita, alberghi, posti che non vedi. In questo momento la mia vita è un’altra, ma otto mesi senza calcio sono già troppi per me. Ho una voglia tremenda di tornare a giocare”
I TRASCORSI MILANISTI – Gli anni passati al Milan sono anni che difficilmente il campione brasiliano potrà dimenticare. “Berlusconi è stato come un padre, e anche Galliani. Il Milan è stato davvero speciale, differente da tutti. L’Italia mi manca Tantissimo. Mi manca Milano, ma anche Barcellona, e mi manca Parigi”. Poi sull’addio ai rossoneri: “Mi ricordo. Avevo avuto la possibilità di giocare nel Flamengo, la squadra che sognavo. Avevo la possibilità di giocare la Libertadores, non potevo perderla. E’ stato tutto molto rapido. Pentito? E perché? La vita è così. Col Flamengo ho vissuto sette mesi meravigliosi senza perdere una partita, è l’unica volta che ho avuto questa fortuna in un club. Eravamo diventati gli Invinctos. Ne è valsa la pena”.
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