Spinazzola, esterno sinistro della Roma e della Nazionale
Tra i protagonisti dell’Europeo vinto dalla Nazionale di Roberto Mancini c’è senza dubbio Leonardo Spinazzola. Il terzino della Roma, che è stato costretto a saltare la semifinale e la finale per l’infortunio riportato al tendine di Achille, prosegue la sua riabilitazione per tornare il prima possibile a disposizione di Mourinho. Ieri il giallorosso ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole
Come stai? – “Molto bene, sto lavorando tanto. Rivedo tanti risultati nel mio tendine, sono molto felice”.
L’11 luglio 2021 – “Al primo posto delle mie giornate migliori. I figli sono giornate indimenticabili, hanno un altro livello di emozione, ma calcisticamente ed emotivamente non ha paragone. Nella mia carriera non potevo desiderare di meglio”.
Cosa ti è passato per la testa durante Belgio-Italia? – “Ho pensato che doveva succedere in quel momento, doveva interrompersi così all’istante. Dopo mezz’ora già pensavo al rientro”.
Quale partita ti viene in mente per prima? – “Quella con l’Austria, quella più combattuta fino a quel momento. Abbiamo sudato contro una squadra intensa e aggressiva, abbiamo capito che eravamo un grande gruppo. Ci siamo riuniti nella difficoltà, non abbiamo mai mollato. Facevamo sembrare tutte le gare facili, quella è stata la prima in cui abbiamo sofferto tutti insieme”.
Cosa ti hanno dato Mancini e Vialli? – “Il mister è stato formidabile da subito, ci ha detto subito che potevamo vincere. Ci ha trasmesso grande serenità e tranquillità, anche prima della finale. Gianluca è il saggio, una parola sempre al momento giusto. Poche parole, ma davano sempre un pensiero bello e profondo”.
Hai festeggiato anche Jacobs e Tamberi – “Sono stati 20 giorni incredibili, avevo i brividi per quello che avevamo passato noi. Sapevo cosa stessero pensando, cosa stessero provando dentro. Hanno fatto la storia, come noi”.
Scriverai un diario di questa estate? – “Sarà un libro solo dell’europeo, non della mia vita. Quello che ho vissuto personalmente, cercherò di far vedere quello che ho passato io e quello che abbiamo passato in quei giorni incredibili. Quello che eravamo, quello che siamo e farò passare tutto ciò in un libro che uscirà a settembre, settembre-ottobre. Ci sarà modo di parlare di questo”.
Il mondiale? – “Speriamo, significa che avremo vinto anche quello. Sarò felice!”.
Vi sentite ancora con gli altri compagni? – “Tutti i giorni! La mattina il buongiorno, neanche con mia moglie faccio questo!”.
L’inno che ci ha accompagnato c’è ancora? – “Suoneria no, altrimenti si svegliano i bimbi. Ho la vibrazione, qualche musica la inviamo nel gruppo, anche per ricordare tutti i video che facciamo, che siamo con le nostre famiglie, facciamo ballare i figli. Tutti i giorni ci scriviamo qualcosa”.
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