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Ricardo Rodriguez: “Voluto da Mirabelli, ho chiesto di andare via perché…”

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L’ex giocatore del Milan Ricardo Rodriguez ha rilasciato un’intervista a Calciomercato.com, dove ha ricordato anche i tempi in rossonero.

Sull’arrivo al Milan: “Mirabelli mi voleva fortemente, io avevo chiesto al club di andare via perché dopo cinque anni e mezzo al Wolfsburg volevo fare una nuova esperienza. Qualche mese prima avevo parlato con Ausilio, ma piacevo molto a Mirabelli che prima di andare al Milan ha lavorato nel club nerazzurro“.

Sul difficile periodo di Yonghong Li: “Noi non sentivamo questa pesantezza, eravamo un bel gruppo con tanti giocatori nuovi. Fin dal primo giorno mi hanno detto che al Milan si gioca per lo scudetto, ma quando ci sono 8/9 acquisti non è facile, serve tempo. E noi non ce l’abbiamo avuto”.

Sul gol al debutto su punizione in Europa League col Craiova: “Era la mia zona di campo, non ci sarebbe potuto essere esordio migliore. È vero, ma sapevano che ero bravo. Nella gerarchia di tiratori al Wolfsburg venivo prima di De Bruyne e Diego (brasiliano ex Juve, ndr). Poi l’allenatore ha preferito scegliere altri giocatori, forse per non farmi andare troppo avanti. Diciamo che in squadra ne avevamo di bravi: Suso, Calhanoglu, Montolivo, Bonaventura…”.

Su Montella e Gattuso: “Montella era un buon allenatore ma era un periodo in cui non si vinceva e non siamo stati molto insieme. Gattuso bravo ma tosto, a volte volavano schiaffi e anch’io le ho prese“.

Poi è diventato il vice di Theo Hernandez appena arrivato: “Quell’anno aveva iniziato Giampaolo, esonerato dopo sette partite; ho giocato le prime tre, poi ha preferito Theo. Eppure io avevo le caratteristiche per fare una difesa in linea come piaceva a lui“.

Su Pioli: “Con me si è sempre comportato bene, ma da quel momento in poi Hernandez è diventato titolare. Avevo capito che non avrei avuto spazio e che mi vedevano solo come vice Theo, così ho chiesto di andare via“.

Sull’unico gol in granata segnato proprio al Milan: “Ho anche esultato. Era l’ultima partita in casa, sapevo che Juric se ne sarebbe andato e che di conseguenza sarei andato via anch’io. Anche perché la società non ha fatto nulla per trattenermi a Torino, e così il mio contratto è scaduto. Non mi hanno nemmeno salutato, nonostante fossi stato capitano per due anni e avessi dato tutto per questo club. Una cosa del genere non mi era mai successa in tutta la mia carriera”. Per novità esclusive, unisciti anche tu al canale Telegram del Milanista! <<<

Giulia Benedetti

Calciofila per passione, giornalista per professione. Amo i dettagli e verificare ogni notizia prima di metterla nero su bianco. Appassionata di BundesLiga.

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