BALTIMORE, MARYLAND - AUGUST 06: Rafael Leao of AC Milan in action during the Pre-Season Friendly match between AC Milan and FC Barcelona at M&T Bank Stadium on August 06, 2024 in Baltimore, Maryland. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)
Nel suo fondo sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, parla così del Milan, reduce dal pareggio 2-2 sul campo della Lazio.
Quella che nasceva come battuta si sta trasformando in un sospetto: pur se con i necessari distinguo, la genesi e la prima fase della gestione Fonseca ricordano tanto quelle di Rudi Garcia a Napoli, proprio un anno fa. Entrambi seconde o terze scelte del club, entrambi con una gran voglia di incidere in fretta – naturale, essendo dei professionisti di livello -, entrambi con il supporto (e alcune riserve) di un management fin troppo muscolare.
Le analogie? Prima cosa, l’azzeramento delle gerarchie; seconda, il tentativo di mandare dei segnali forti e chiari alle prime firme – da Kvara e Osi allora a Leao e Theo oggi. Il risultato è stato un Milan assai lontano dalle proprie aspirazioni (il bel gioco): le cose semplici sono le migliori, per le rivoluzioni c’è sempre tempo. La Lazio, dicevo, ha fatto alcune cose buone e altre ottime. Il punto è uno solo: qual è il suo obiettivo stagionale? È necessario capirlo, o saperlo, perché è da qui che parte tutto. Ci sono almeno cinque squadre realisticamente inavvicinabili: Inter, Napoli, Juve, Milan e Atalanta.
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