Armand Lauriente
Intervistato dall’edizione di Sportweek in edicola oggi, l’ala del Sassuolo Armand Laurienté ha parlato di Leao, di Kvaratskhelia, Mbappé e dei suoi idoli (entrambi ex giocatori del Milan).
Laurienté sui momenti difficili prima di emergere
“Il momento del dubbio arriva. Quando non giochi, quando fai fatica perché non sei in forma. Ma c’è sempre una prova che ti permette di recuperare fiducia in te stesso. Fin da piccolo ho pensato di avere le qualità per fare qualcosa di buono nel calcio ed è stato proprio nei giorni difficili che più ho creduto in me. Spero di ispirare i bambini della Guadalupa, l’isola da cui arrivano i miei genitori. È vero che sono nato in Francia ma, se ce l’ho fatta io, possono farcela anche loro, che pure vivono in un posto che sembra lontano da tutto. Le mie origini non mi hanno creato problemi nel calcio e nella vita: non ho mai trovato barriere che si frapponessero tra me e le mie aspirazioni. Se hai qualità e voglia, in Francia nessuno ti mette i bastoni tra le ruote, da qualunque parte tu provenga”.
Sulle difficoltà del campionato italiano
“Non ho avuto molto tempo per studiare: appena arrivato sono stato messo in campo. Ho la fortuna di giocare in una squadra che esalta le mie qualità: velocità e uno contro uno. Dionisi mi ripete di andare avanti. Vuole che provi a saltare il difensore. Il dribbling per me è una possibilità. Quando non c’è il passaggio immediato, ho la possibilità di cercarlo attraverso un dribbling. Ma non è un obbligo”.
Laurienté su Kvaratskhelia e Leao
“Sono efficaci. Guardandoli si capisce come conoscano i propri punti di forza e sappiano esaltarli, nascondendo invece le debolezze. Sono i due migliori esterni della Serie A. Per arrivare al loro livello, devo aumentare la mia efficacia. Ma sono appena arrivato: ho ancora del tempo. E io? In questa stagione, che è già adesso la migliore della mia carriera, sto cominciando a capire cosa sfruttare per fare la differenza in campo. Il dribbling, per esempio: non fine a se stesso, ma per arrivare all’assist o al tiro. Perché sono nella mia miglior stagione, alla prima fuori dalla Francia? Ci ho pensato e non so dare una risposta. Forse, semplicemente, ognuno ha una propria strada da percorrere, e io sono arrivato all’età giusta nel posto giusto”.
Sul rapporto con Mbappé
“Non si parlava tanto del futuro, ma degli allenamenti, delle partite, di calcio in generale… Lui era un grande fan di Cristiano Ronaldo. E si parlava della scuola. Mbappé aveva voti migliori dei miei. In campo era già avanti rispetto a tutti, si vedeva che sarebbe diventato un grande. Giocavamo in squadre diverse, ma per me era ed è una fonte di ispirazione. Soprattutto perché al talento naturale ha unito tanto, tanto lavoro per arrivare al livello in cui è oggi. Siamo finiti in stanza insieme perché avevamo fatto uno stage a Rennes. Ci siamo conosciuti là, ci siamo ritrovati a Clairefontaine e, quando è arrivato il momento di assegnare le camere, ci siamo guardati e abbiamo detto agli istruttori: noi due stiamo insieme. Non ci sentiamo più ma, se ci incontrassimo, sono sicuro che ci abbracceremmo”.
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