L’allarme Coronavirus sta colpendo ogni livello della società danneggiando diverse categorie di lavoratori. Tra questi anche i giornalisti di settore che, a seguito della decisione degli organi deputati di disputare tutte le partite di qui al prossimo 1 marzo a porte chiuse, saranno costretti a stare lontani dai campi di gioco.
Una scelta, questa della UEFA, che non è per nulla piaciuta alla FNSI e all’Unione Stampa Sportiva Italiana, in quanto interpretata come una sorta di bavaglio.
“La psicosi ha colpito anche il mondo del calcio”, si legge sulla nota di protesta. “Consentire l’accesso allo stadio Giuseppe Meazza di Milano ai soli operatori di ripresa rappresenta un’inaccettabile limitazione del diritto di cronaca. Se è condivisibile la preoccupazione di ridurre le possibilità di contagio, in questo caso si rischia di cadere nel ridicolo. Non si capisce, infatti, perché ai media, che da giorni stanno documentando l’evolversi della situazione entrando negli ospedali e nelle zone rosse, debba essere impedito di raccontare le partite. Dopo aver già introdotto la regia unica, negare il diritto di cronaca sarebbe soltanto un atto di prevaricazione immotivato e ingiustificato”.
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