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Albertini: “I due punti in più e Ibra faranno la differenza per il Milan”

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Il CorriereDellaSera dedica spazio alle parole di Demetrio Albertini. Nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano nazionale, l’ex centrocampista rossonero si è espresso in merito alla stagione del Milan, in corsa per lo Scudetto.

LOTTA SCUDETTO – “A questo punto è fondamentale la consapevolezza nei propri mezzi. Nelle gare rimanenti i giocatori devono scendere in campo senza paura, e soprattutto senza pensare all’obiettivo finale. Devono credere in se stessi e convincersi che se sono primi ora hanno le qualità per esserlo fino alla fine”.

TRAGUARDO – “Chi l’ha detto che i dirigenti non lo avevano indicato come un traguardo da centrare? I critici forse non lo avevano inserito in pole nelle griglie di partenza ma se il Milan da due anni e mezzo ha uno standard di rendimento altissimo ed è nelle prime posizioni non capisco perché a ragione non pianifichi di vincere il titolo”

VANTAGGIO IN CLASSIFICA – “Premesso che due lunghezze in più in questa fase del cammino non sono poche, penso che il Milan debba valorizzare quei pregi che ha evidenziato finora, su tutti la spavalderia. Deve scendere in campo senza far calcoli, con incoscienza. Come se ogni sfida fosse una gara senza appello. In tante occasioni i giocatori hanno già dimostrato di avere questa mentalità: con i biancocelesti Tonali ha segnato nel recupero, Leao alla Fiorentina all’82esimo”.

CAMBIO DI PROPRIETÀ – Leggo già di programmi sul mercato e sullo stadio e le considero supposizioni almeno finché non avverrà il closing definitivo. Perciò non mi spingo a immaginare una campagna acquisti faraonica, piuttosto mi limito a osservare: se un compratore subentra a Elliott, che ben si è comportato in questi anni, vorrà fare qualcosa di più per lasciare il segno, no? E una squadra che punta a tornare protagonista in Italia e in Europa ha bisogno di investimenti”.

IBRAHIMOVIC – “Mi auguro faccia la differenza. Cosa gli consiglio? Se il suo fisico lo asseconda, perché non provare a giocare ancora? In fin dei conti ci si può sentire protagonisti ed essere incisivi anche con un minutaggio inferiore”.

 

 

Redazione Il Milanista

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