Carlo Pellegatti, noto giornalista del Milan.
Il giornalista e tifoso rossonero Carlo Pellegatti è recentemente intervenuto sul proprio canale YouTube, dove ha parlato di alcuni temi importanti in casa Milan. In primo piano la sfida di domani sera, che vedrà i rossoneri impegnati contro l’Atalanta, ma anche l’analisi dei dati difensivi e della media gol da mantenere per poter puntare allo scudetto. Infine, l’attenzione si è spostata sull’attacco, con focus su Nkunku: può essere lui l’attaccante in grado di garantire al Milan i gol necessari? Le prossime partite lo diranno.
“L’importante è che il Milan non perda, perché ci sono delle regole fondamentali per vincere lo scudetto. Una l’ha ricordata Massimiliano Allegri che è quella di prendere massimo 25 gol, il Milan ne ha già subiti 6. Il Milan con questi 6 gol proiettati a 38 giornate 6 gol nelle prime 8 c’è una proiezione di 26/27/28 goal, siamo borderline, bisogna ancora migliorare sotto questo aspetto. Dobbiamo migliorare ancora il rendimento della fase difensiva che è stato quasi perfetto quando ha giocato Tomori.”
Sul rientro di Tomori, fondamentale per il Milan:
“La prestazione di De Winter non è stata promossa a livello di voti e quindi col ritorno di Tomori, certamente migliorerà la solidità difensiva. De Winter è portato di più alla fase offensiva, a tentare di venire avanti, mentre Tomori sa quando deve stare bloccato dietro, e questo ha permesso al Milan di non prendere goal con Bologna, Juventus e Udinese. Quindi deve cercare di prendere meno di 6 gol nelle prossime 8 partite”.
Sull’attacco e su Nkunku:
“Adesso dobbiamo capire e aspettare la situazione relativa a Nkunku. Per giudicare servono 3/4 partite di seguito da titolare. Serve un attaccante che abbia la fame del goal, che ne abbia l’ossessione, che è una parola che ricorre nello spogliatoio del Milan. Gimenez è un eccellente giocatore ma non mi da l’impressione del giocatore feroce in attacco a livello di conclusione, di fiuto del gol. Adesso dobbiamo capire se Nkunku possa garantire quella pericolosità in campo, questa ossessione del goal. Non lo possiamo ancora giudicare perché fino a questo momento ha giocato poco, a sprazzi, non partendo spesso dal primo minuto, ha avuto dei problemi. Però le prossime 3-4 partite che vedranno ancora il Milan senza Rabiot e Pulisic, dovranno darci delle risposte concrete per quanto riguarda l’attacco del Milan. Su questo punto verte il lavoro di Massimiliano Allegri, certamente non contento dell’attacco.”
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