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Milan, Tomori: “Dobbiamo tornare in Champions League”

Il centrale rossonero Fikayo Tomori ha recentemente rilasciato alcune dichiarazioni alla BBC, parlando della stagione attuale al Milan tra il cambio di ruolo, il nuovo allenatore e il sogno convocazione per il Mondiale con l’Inghilterra, ancora vivo. Ecco un estratto delle sue parole.

Le parole di Tomori

Sulle differenze rispetto alla scorsa stagione:
“Siamo tornati tutti in estate con qualcosa da dimostrare, sia individualmente che collettivamente. Dobbiamo affrontare la stagione con grinta e tornare in Champions League”.

Sul nuovo ruolo da braccetto nella difesa a 3:
“Fisicamente non mi sono mai sentito così bene. In parte è perché so dove devo stare in campo. Mi ha aiutato molto a leggere il gioco. È una cosa semplice, ma non c’è bisogno di strafare come difensore. Si tratta di correre in modo più intelligente, non più duro”.

Sulle differenze tra Inghilterra e Italia:
“È uno stile di vita diverso, ma la differenza più grande è il modo in cui ci alleniamo. In Italia ci concentriamo molto di più sul modo in cui giocheremo, mentre in Inghilterra l’allenamento può essere più fisico e intenso. Quando ero piccolo c’era lo stereotipo che i giocatori inglesi non andassero all’estero, ma ora ce ne sono parecchi, il che dimostra che possiamo andare all’estero e adattarci anche ad uno stile di vita diverso”.

Su Milanello e Milano:
“Milanello è pazzesco. Entrare ogni giorno e vedere le foto di giocatori come Maldini, Baresi, Kakà, Zlatan e Nesta. Quindi senti sicuramente l’aspettativa si alza sapendo che quei giocatori erano nello stesso posto. E questo viene dai tifosi che incontri in città. Ti rendi conto di quanto peso abbia quella maglia. Mi piace il fatto che siano così orgogliosi del club e che ci sia l’aspettativa che noi facciamo bene e ripetiamo ciò che hanno fatto quelli prima di noi”.

Sull’importanza che avrebbe la vittoria dello scudetto per raggiungere la nazionale:
“Ovviamente desidero anch’io il Mondiale e so che vincere il campionato mi aiuterebbe. Con Tuchel ho parlato dopo l’ultima pausa internazionale a novembre. Ci siamo sentiti diverse volte e il messaggio è di continuare a fare quello che sto facendo. Mancano sei mesi ai Mondiali e ci sono ancora molte partite da giocare. So che mi sta osservando e mi tiene d’occhio perché ha convocato Loftus-Cheek. Questo mi dà la fiducia necessaria per credere di poter farcela. È venuto a Milano la scorsa stagione e so che riceve i nostri dati e guarda regolarmente anche i nostri video. Ha detto che è difficile perché ci sono molti giocatori in quella posizione, e lo capisco perché ci sono giocatori come Stones, Guehi, Burn e Konsa. Ma i Mondiali sono ancora un sogno e sto lavorando per raggiungerlo”.

Se a volte gli capita di fare delle domande a Modric:
“Sì, ma è più una questione di ascoltare quando parla e osservare il suo modo di comportarsi e di allenarsi. Si capisce subito il suo livello e, trattandosi di Modric, quando parla non puoi fare a meno di ascoltarlo”.

Stefania Palminteri

Classe 1969, giornalista pubblicista dal 2018. Redattore per Cittaceleste.it, Juvenews.eu, Notiziecalciomercato.eu, Mondoudinese.it, Ilmilanista.it

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