Christian Pulisic
L’attaccante rossonero Christian Pulisic, in questo periodo appena rientrato a disposizione di Allegri dopo i problemi fisici, è stato recentemente intervistato da Access Hollywood, un programma televisivo americano, nel quale ha dichiarato di stare finalmente bene fisicamente e ha poi risposto a varie domande sul Milan e sulla nazionale USA, ma anche a domande personali e sulla vita in Italia. Ecco un estratto.
Sull’italiano imparato in poco tempo:
“Sì, un paio d’anni fa non sapevo neanche una parola in italiano. Ci sto lavorando. Non è ancora perfetto, ma provo ad immergermi nella cultura per imparare la lingua. All’inizio comunque non avevo proprio idea di cosa mi dicessero. Ma è così, impari strada facendo”.
Su che cosa fa per sentirsi a casa in Italia:
“Non è che io esca molto, sto molto a casa a fare ‘cose americane’, come i sandwich burro d’arachidi e marmellata e parlare con la mia famiglia. Cose semplici come queste mi fanno sentire a casa in un certo senso”.
Sull’essere al Milan da tre anni, la sua cosa preferita:
“Andare allo stadio e vedere i tifosi. Vincere in casa, segnare, sentirli esultare urlando il tuo nome e supportare la squadra. Non c’è niente di paragonabile. Quasi ottantamila persone che urlano, farne parte ogni settimana è speciale”.
Sul libro che farà uscire tra poco:
“Sono in un punto della mia carriera, con il Mondiale alle porte, in cui penso che può essere una bella spinta per il calcio nel nostro paese. Voglio ispirare i bambini raccontando la mia storia per dargli fiducia e farli credere in loro stessi”.
Se sogna di vincere il Mondiale:
“Perché no. Abbiamo il Mondiale negli USA, se ci avessi pensato da bambino… sarà un sogno anche solo essere lì, vivere il momento e dare il massimo”.
Sull’essere il frontman della nazionale americana:
“Sono stato fortunato nel fare quello che ho fatto in carriera e giocare per club fantastici in Europa e rappresentare la Nazionale da quando ho 17 anni. Sono grato per il supporto che mi arriva. Avere questo riconoscimento è bello, ma la cosa che è veramente importante è che amo giocare a calcio fin da quando sono bambino e continuo a farlo. Al Mondiale mi godrò il momento, ho lavorato per questo e sono grato di poterlo vivere”.
Soccer o football?
“Se sento un accento americano dico soccer, ma in Europa bisogna stare attenti e ovviamente dico football”.
Se immaginava di poter diventare così importante per la nazionale:
“È incredibile, sono 10 anni che sono in Europa e ogni volta che torno a casa in estate sembra che l’importanza di questo sport sia cresciuta. È speciale. Se posso avere anche solo una piccola parte per aiutare questa crescita negli USA è bello, sono fortunato”.
Sulle sue condizioni fisiche attuali:
“Sta andando bene, mi sento molto meglio. Sono vicino ad essere dove vorrei. Sono positivo”.
Se il clima a Milano con le Olimpiadi è una motivazione in più in vista del Mondiale:
“Si sente che c’è fermento. Vedere il Team USA mi motiva un sacco. Vedere quello che stanno facendo nei rispettivi sport mi fa venire ancora più voglia di fare di più quando arriveranno i Mondiali in estate”.
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