San Siro
In occasione della SPOBIS Conference di Amburgo, dedicata all’industria sportiva, è intervenuto anche il Chief Commercial Officer del Milan, Maikel Oettle, che ha parlato del club, di Milano, del discorso tradizione-innovazione in un brand storico come il Milan e infine ha toccato anche il tema del nuovo stadio. Ecco un estratto delle sue parole riportato dal portale Calcio e Finanza.
Sul Milan e su Milano:
“Siamo in una posizione incredibilmente forte, perché lavoriamo per un club o rappresentiamo un club che ha avuto un enorme successo nella sua storia. Il secondo club più vincente per titoli di Champions League. È vero che non ne vinciamo uno da un po’, ma siamo ancora al secondo posto. Poi abbiamo il vantaggio geografico di essere a Milano, capitale della moda, che ci dà anche una sorta di elemento distintivo, anche fuori dal campo. E qualche anno fa ci siamo dati una nuova visione e abbiamo stabilito che, qualunque cosa facciamo, cerchiamo sempre di reinventare un po’ la ruota e di fissare uno standard che poi altri possano seguire”.
Su come sia possibile preservare la tradizione del Milan ma allo stesso tempo modernizzare:
“È una sfida, ma una bella sfida. Il bello del nostro club è che storicamente è sempre stato innovativo. Già con Silvio Berlusconi l’innovazione era centrale: costruire un impero mediatico e politico attorno a un club di calcio. Anche lo stile di gioco era innovativo: mentre tutti giocavano catenaccio, lui disse giochiamo all’attacco, con quattro attaccanti. Ma è un equilibrio difficile. Soprattutto quando giochi con la componente lifestyle. Se hai una stagione sportiva non di successo, come l’anno scorso, i tifosi più hardcore protestano subito se tocchi la maglia. L’anno scorso, nonostante una stagione sportiva non ideale, abbiamo ottenuto risultati record nel merchandising e nelle sponsorship, grazie soprattutto a partner globali”.
Sul nuovo stadio:
“Lo stadio è un tema enorme. Sono arrivato nel 2019 e mi dissero subito: ‘Dobbiamo vendere i naming rights del nuovo stadio’. Ora siamo nel 2026. In Italia l’innovazione infrastrutturale è lenta. Ma abbiamo raggiunto un grande traguardo: abbiamo comprato lo stadio. Ora stiamo pianificando il nuovo impianto accanto a San Siro. Il vecchio stadio verrà in gran parte demolito, resterà un museo. Vorremmo andare più veloci, anche per i partner. Ma l’ambizione è costruire uno dei migliori stadi d’Europa”.
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