Milan, soldi spesi e lungimiranza: sei il re del mercato

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Il Milan ha messo in piedi il miglior mercato della Serie A Tim, laureandosi senza ombra di dubbio come re indiscusso del mercato invernale. Un po’ per la programmazione forte della società, un po’ per necessità (infortuni e malcontento di Higuain) Leonardo e Maldini si sono dati un gran da fare e regalano a Gattuso una rosa sicuramente più forte di quella precedente.

 

Milan – Le entrate

Lucas Paquetà è stato il grande investimento: circa 35 milioni immediati nelle casse del Flamengo per assicurarsi le prestazioni di uno dei talenti più promettenti del calcio sudamericano. Uno sforzo economico niente male che manda un messaggio chiaro al mondo calcistico e all’Uefa: i soldi ci sono, così come la voglia di costruire un grande club, quindi lasciateci lavorare in santa pace. L’acquisto di Krzysztof Piątek non è stato da meno. Un giocatore che scende in campo con la bava alla bocca e la voglia di spaccare il mondo vale tutti i soldi spesi dal club rossonero che regala a Preziosi una delle plusvalenze più celeri nella storia del calcio. Poi vede la porta come pochi, una cosa da nulla. A completare il quadro gli ingressi dei giovanissimi Tiado Djialò; Abanda e Michelis Nikos. Dimostrando come, oltre ai soldi, ci siano visione e lungimiranza a lungo termine.

 

Milan – Le uscite

Salutano il Milan Halilovic; Higuain e Bellanova. Sul croato c’è ben poco da dire: ultimo sussulto di vita del vecchio organigramma rossonero ed eredità indesiderata della nuova dirigenza. 6 mesi di “sopportazione” e cessione allo Standard Liegi (togliendo dalle casse un ingaggio di 1,5 milioni). Sull’attaccante argentino abbiamo speso già fiumi d’inchiostro e la faremo breve: a cosa serve avere in squadra un giocatore svogliato e desideroso di scappare? Meglio un Piatek affamato che un Higuain demotivato. Poco da dire. Infine saluta Bellanova: il terzino classe 2000 resterà altri sei mesi al Milan per poi andare al Bordeaux. Difficile capire ad oggi se l’operazione sia stata positiva, quello che è certo – e va detto con grande onestà – è che non ogni giovane che va via è necessariamente una perdita tecnica ed economica ingente. Queste le risposte le darà il tempo.

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Redazione Il Milanista

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