CLASSIFICA – Milan, ma allora sognare è possibile!

CLASSIFICA – Lo diciamo subito, forse abbiamo sbagliato verbo. Nonostante ‘sognare’ abbia spesso accompagnato nel mondo del calcio la parola ‘vincere’ – e lo insegnano molte favole che hanno fatto la storia gioco – è con la concretezza e con la programmazione che si macinano i risultati, ma questo nello sport in generale. La giornata di ieri ha messo a nudo la fragilità della Juve, la confusione della Roma, la debolezza mentale del Napoli, le tre squadre più accreditate alla vittoria dello Scudetto. Solo l’Inter, brava e fortunata a sfruttare questo pandemonio di inizio di campionato, tiene botta alla grande vincendo, come detto prima, di concretezza.

PARAGONE DOLOROSO/DOVEROSO – Partendo proprio da chi occupa l’altra sponda dei navigli, abbiamo visto dalla banda Mancini una solidità disarmante – solamente 1 gol subito in 4 partite – e un’altrettanto spaventoso cinismo, che giustifica le vittorie di misura ottenute da ‘quegli altri’. La squadra messa su in estate da Fassone e Thohir è evidentemente all’altezza del grande obbiettivo, visto e considerata soprattutto l’assenza di impegni europei. La fortuna ha fatto il resto, regalando agli interisti un buon calendario iniziale che gli ha messo di fronte squadre o tecnicamente inferiori o al momento meno organizzate, Milan compreso.

PERCHE’ SPERARE – Non è una domanda, anche questo lo chiariamo subito. Tutte le considerazioni sull’Inter, possono essere traslate in maniera quasi precisa sul Milan, che allo stesso modo ha speso meno, ma comunque bene in estate; che allo stesso modo non avrà le coppe; che allo stesso modo ha al timone un comandante con gli attributi. Il derby, lo abbiamo visto, era una partita da tripla, parlando con il gergo del betting. Una sfida in cui sarebbero stati gli episodi a deciderne il destino, e così è stato. Poteva entrare la zampata di Adriano sulla disattenzione di Murillo, o le sassate di Balo potevano trovare miglior fortuna. Alla luce della classifica, il Diavolo forse non deve ripartire né dalla vittoria con il Palermo, né da quella con l’Udinese. Guardare ai cugini, con il fuoco sacro della riscossa, sarà la cura ideale a tutti i mali mentali di questa squadra, che ha dimostrato di essere in grado di fare grandi cose. Il primo tempo del Friuli deve essere il punto fermo tecnico-tattico, la sofferenza contro il Palermo deve essere la linea guida mentale, il derby deve ricordare l’obbiettivo. Perchè più in alto si punta, più in alto si arriva. E questo Milan, per la sua storia, non può porsi limiti.

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