Leao e Allegri
I dati Cies fotografano un abisso tattico tra le due squadre lombarde: i lariani primi in Europa per pressing, i rossoneri ultimi su 96 squadre analizzate nei cinque grandi campionati
Bastano quattro numeri, un grafico e una classifica per raccontare il calcio italiano meglio di qualsiasi dibattito televisivo. Il Centro Internazionale di Studi sul Sport (Cies), utilizzando i dati di Impect, ha pubblicato un’analisi sul pressing che attraversa i cinque grandi campionati europei — Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A, Ligue 1 — e restituisce un’immagine tanto precisa quanto eloquente: novantasei squadre, due agli antipodi, entrambe in Lombardia.
Cesc Fabregas e Massimiliano Allegri, separati da tutto — generazione, filosofia, temperamento — finiscono per rappresentare i due poli opposti di un calcio continentale che si interroga ancora, e forse sempre, su quanto e come pressare. Non è un dettaglio marginale: è quasi una dichiarazione di poetica sportiva. La ricerca Cies incrocia quattro variabili. L’altezza della pressione, cioè quanto vicino alla porta avversaria una squadra va a disturbare l’avversario. La rapidità con cui si interrompe un’azione nemica, ovvero la velocità di riaggressione dopo la perdita del pallone. La frequenza degli interventi difensivi in rapporto ai passaggi concessi. E infine i falli commessi nell’ultimo terzo di campo, indicatore grezzo ma efficace della voglia di aggredire alto.
In ognuna di queste categorie, il Milan di Allegri occupa le ultime posizioni. In ognuna, il Como di Fabregas scala la classifica. Il quadro che emerge non lascia spazio a interpretazioni: San Siro ospita il blocco basso più estremo d’Europa, mentre il Sinigaglia — stadio da Serie B fino a qualche anno fa — è diventato un laboratorio di calcio verticale e aggressivo. Sia chiaro: nessuno dei due modelli è, in assoluto, migliore dell’altro. Pressare è una scelta, non una virtù. Si può vincere difendendo bassi, come la storia del calcio insegna abbondantemente. Eppure i dati suggeriscono una tendenza: le grandi d’Europa stanno vicine al Como, non al Milan. Il Psg è secondo, il Bayern terzo, il Barcellona sesto, il City settimo. L’Inter è dodicesima. Pressing e successo, in questo momento storico, viaggiano spesso insieme. Allegri risponderà, probabilmente, che i risultati contano più delle classifiche sul pressing. Fabregas, probabilmente, sorriderà.
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