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ESCLUSIVA IlMilanista, Lodetti: “Mancare il quarto posto un fallimento. Vedo troppi interessi economici…”

MILANO – Ai nostri microfoni ha parlato in esclusiva l’ex calciatore rossonero, Giovanni Lodetti. Queste sono state le sue dichiarazioni su alcune situazioni in casa rossonera.

Sono ormai pochi i giocatori di esperienza in squadra, la maggior parte di loro è veramente giovane. Non pensa sia un po’ troppo linea verde?

Assolutamente sì. Questo è un argomento molto delicato. Sono dalla parte dei giovani, ma solo nel momento in cui c’è una squadra determinata, con carattere e naturalmente con un’esperienza tale da aiutare i giovani. Questi sono determinanti perché donano freschezza e naturalezza, dunque è bello averli. Ci sono però momenti in cui un giovane si perde, come è giusto che sia, e magari c’è poca gente di carattere, temperamento ed esperienza che possa aiutarlo. Non mi permetto di dire che stiamo esagerando, non mi permetto di criticare questo, però la squadra deve avere un’identità da Milan. Sono troppi anni che siamo fuori dalle competizioni, troppi anni che siamo trascurati dal punto di vista di società, di immagine, nel campo europeo e mondiale. Abbiamo bisogno di iniziare a vincere subito, non tra 3-4-5-anni perché poi tornano anche gli altri e rischi che qualcuno ti superi

Dove può arrivare il Milan in questa stagione considerando che c’è molta competizione ai vertici della classifica?

Secondo me dobbiamo puntare ad arrivare tra i primi 4, in caso contrario non sarebbe un anno positivo. Considerando di avere ottimi giocatori, un buono spirito e un buon allenatore penso sia giusto anche pensare di arrivarci. Se non ci arrivi vuol dire che torni in un limbo, ciò che non è quarto posto non mi interessa. Noi dobbiamo arrivare tra i primi 4.

MILAN, ITALY – OCTOBER 04: Referee Marco Serra looks on during the Serie A match between AC Milan and Spezia Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on October 4, 2020 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

La sua opinione sulle novità regolamentari nazionali ed internazionali causate dal coronavirus.  

Io non farei distinzioni tra chi va in nazionale e chi no. Bisognava decidere il tutto prima, ma noi siamo troppo legati agli interessi, agli incassi, ai soldi che perdiamo. Bisogna tener conto che la salute è una sola e non puoi pensare di decidere tu come giocare a seconda delle giornate. Se c’è un problema dobbiamo risolverlo. Se io fossi l’allenatore del Milan vorrei che la mia squadra fosse completa e giocasse una competizione regolare sotto tutti i punti di vista

Redazione Il Milanista

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