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Braglia: “Ben venga Ibrahimovic: può aiutare in campo e fuori”

MILANO – Il portale MilanNews.it è intervenuto l’ex portiere del Milan Simone Braglia. L’ex giocatore rossonero ha analizzato vari argomenti, come le difficoltà di Piatek, gli obiettivi del club e il possibile ritorno di Ibra. Ecco le sue parole:

Il Milan torna a vincere dopo un mese, a Parma, anche se con molta fatica. – Il discorso della vittoria di Parma, al di là della fatica, non c’è niente nel calcio che non si faccia senza fatica. Sicuramente è importante aver vinto, e tra le altre cose il Milan ha vinto convincendo, grazie anche al gol di Theo Hernandez, ma soprattutto alla prestazione della squadra”.

Come si spiega il fatto che Piatek e Leao non riescono ancora ad entrare nei meccanismi della squadra? –  “Su Piatek non mi so spiegare la problematica, il perché e il percome. Io lo conosco da Genova ed era un altro giocatore. L’ho visto quest’anno nella partita con la Lazio ed è tutt’altro giocatore, privo di rabbia e privo di fame. Non so come mai non abbia le motivazioni per poter sfondare, perché le caratteristiche sono sicuramente quelle che ha mostrato l’anno scorso, ovvero da attaccante d’area di rigore. Ovviamente non so se sia il gioco degli allenatori che si sono succeduti al Milan o meno, ma è tutt’altro giocatore e mi stupisco di questo. Su Leao bisogna aspettare e dare del tempo perché è uno di quei giovani che bisogna attendere. Giocare al Milan non è come giocare in un’altra squadra, la maglia del Milan pesa e a livello di responsabilità è un problema”.

Come si potrebbe risolvere questa situazione, oltre al possibile arrivo di Ibrahimovic che sicuramente darebbe una mano all’ambiente rossonero? Qual è la soluzione migliore per Piatek e Leao? – “Boban e Maldini sapranno gestire bene la situazione. Detto questo credo che Ibra sarebbe un valore aggiunto per permettere ai giovani di seguire il suo esempio e di maturare. Abbiamo visto che il ritorno in squadra di Bonaventura ha portato cose molto positive, tra cui il giocatore leader che è mancato e si è visto quando non c’era in campo lui. I leader sono importantissimi nella squadra e credo che Ibrahimovic possa essere l’esempio da seguire da tutti gli altri giocatori, perché Ibrahimovic porta solo la sua esperienza e il suo valore”.

Con un eventuale arrivo di Ibrahimovic, l’obiettivo del Milan potrebbe essere l’Europa League o i rossoneri sono ormai destinati a rimanere nei piani bassi della classifica? – L’ obiettivo del Milan deve essere partita dopo partita. Fare programmi prima del tempo non ha senso. Il Milan deve ritrovare se stesso e deve ritrovare all’interno della squadra giocatori che abbiano almeno la forza di portare ancora il blasone del Milan ai livelli che merita. Però ad oggi siamo ancora lontani da tutto questo, quindi ben venga un giocatore rappresentativo come Ibrahimovic, che può aiutare sia in campo che fuori”.

Redazione Il Milanista

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