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Boban: “Per essere competitivo al Milan manca ancora un 30%. Ibra? Un fenomeno”

MILANO – L’ex dirigente del Milan Zvonimir Boban ha rilasciato un’intervista a “Il Corriere del Ticino“, durante la quale è tornato a parlare del Milan, del suo addio e delle prestazione dei rossoneri dopo il lockdown. Ecco cosa ha detto:

Il Milan post lockdown non ha praticamente sbagliato un colpo e mister Pioli si è guadagnato la conferma: il rendimento dei rossoneri l’ha sorpresa? – “Il Milan ha avuto bisogno di due giocatori di esperienza e di un po’ di tempo. Le scelte che avevamo fatto a suo tempo adesso sono state capite. E il nostro operato rivalutato. Ecco, sono davvero orgoglioso di questo. Il Milan adesso ha la base per tornare ai vertici e a quello che deve essere: una società vincente e di assoluto livello”».

Lei aveva lasciato la dirigenza del Milan e il ruolo di Chief Football Officer perché in contrasto con il possibile arrivo di Ralf Ragnick. Adesso è facile dire che aveva ragione lei, ma almeno qualcuno si è scusato? –  Non importa, è importante piuttosto che la squadra che abbiamo costruito prometta un futuro migliore rispetto agli ultimi anni”.

A lei si devono in particolare l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic e la scommessa (vinta) Ante Rebic: che tipo di giocatori sono e cosa hanno dato al Milan? – “Ibra è un fenomeno e con lui è cambiato tutto. Ha fatto la differenza da solo, ma al di là di questo lui migliora tutti quelli che gli stanno attorno. Come fa? Beh, è intelligentissimo: vede il gioco prima degli altri. Rebic, per contro, ha fatto cose straordinarie dopo aver ingiustamente sofferto all’inizio della sua avventura. Siamo rimasti tutti sorpresi dai miglioramenti fatti e dalla continuità di rendimento ad altissimo livello. Parliamo pur sempre di un vicecampione del mondo, un giocatore di esperienza e carattere”.

Quanto manca a questa società e a questa squadra per arrivare ai livelli del Milan di Berlusconi? “Non è giusto fare paragoni, ma credo che per essere competitivi e forse vincenti serva ancora un 30-40%“.

Per lei è stato più difficile dire addio al Milan da calciatore o, pochi mesi fa, da dirigente? – “Ovviamente da giocatore, quelle emozioni sono irripetibili. Io amo anche l’ufficio, ma il magico quadrato verde è un’altra cosa. Ed è normale sia così”.

Ritiene sia più probabile un suo rientro in rossonero oppure un ritorno alla FIFA? – “Ora mi godo la mia Croazia e la famiglia. Vedremo dopo il come e il dove”. Ma attenzione perché, sempre in queste ultimissime ore, sono arrivate anche altre grandi novità di mercato in casa rossonera. Ore bollenti, Gianluca Di Marzio dà l’annuncio in diretta Sky: “Accordo raggiunto e trattativa in corso!” >>>LEGGI SUBITO LA NOTIZIA

 


Redazione Il Milanista

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