Dopo il Milan, l’esperienza col Leeds in Premier League. Perché se ne andò via da Milano?
“Magari potevo restare ancora un po’ in Italia, però sono decisioni che si prendono nella vita. Ero già stato campione del mondo e avevo vinto la Champions. Al Milan c’era molta rotazione, non potevo giocare sempre. Il calcio inglese era ben diverso da quello italiano. Allora c’erano quattro o cinque squadre che si giocavano lo scudetto e le altre praticavano il tradizionale calcio inglese di palloni lunghi, traversoni alti. Al giorno d’oggi le squadre inglesi giocano di più palla a terra”.
Tre anni al Bayer Leverkusen dal 2004 al 2007, poi Duisburg. E l’esperienza nel calcio tedesco?
“In Germania, invece, il calcio mi sembrava più simile a quello italiano e anzi con più libertà, più creatività e forte a livello individuale. Non è per caso che la Germania abbia avuto dei grandi risultati successivamente a quell’epoca”.
I migliori difensori centrali con cui ha giocato?
“Ce ne sono stati tantissimi bravi. Maldini, Nesta… Costacurta, che non era né molto alto né molto veloce, ma aveva una lettura del gioco privilegiata. Aveva intelligenza. Ma posso dimenticare qualcuno. C’erano pure Dario Simic, Chamot, Ayala…”.
Un difensore centrale brasiliano che indicherebbe al Milan oggi?
“Marquinhos (PSG, ex Roma, ndr), che gioca in nazionale. Uno che sia ancora in forza a squadre brasiliane? Non lo saprei dire. Credo che non ce ne sia uno pronto a giocare ora nel Milan”.
Paquetá potrà sfondare al Milan?
“È un bel giocatore. In prospettiva esploderà fra due-tre anni. Difficilmente potrà essere subito titolare a Milano. Bisogna dargli tempo per adattarsi. Deve lasciarsi alle spalle il Brasile e pensare alla nuova realtà in Italia, che è diversa, e non fare paragoni tra i due paesi. Imparare subito la lingua per poter comunicarsi, adattarsi ai vostri costumi”.
Il Milan di oggi lo segue?
“A causa del mio lavoro alla Ferroviária non ho molto tempo di fermarmi davanti alla TV. Devo vedere anche altre partite. In questo campionato non ho ancora seguito una partita intera del Milan. In alcune occasioni, ho visto una parte del primo tempo, qualche minuto del secondo. Adesso col ritorno di Leonardo, di Paolo Maldini, col nuovo gruppo che ha assunto la società, il Milan magari potrà tornare alle belle epoche di Berlusconi. Ma ci vuole tempo. Le grandi squadre rossonere non sono state costruite da un giorno all’altro”.
Domenica derby di Milano, nel pomeriggio brasiliano…
“Sarò incollato alla TV. Per fortuna la Ferroviária giocherà sabato e domenica potrò vedere la partita. E tiferò Milan”.