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Rombolà: “La UEFA potrà convocare il Milan per un nuovo settlement agreement”

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 Carlo Rombolà ha parlato in esclusiva con TuttoMercatoWeb.com: “Gli arbitri di Losanna hanno valutato l’attuale situazione finanziaria del club che è diversa, e dunque migliore, rispetto a quella presa in esame al momento in cui la UEFA ha emanato la sua decisione. Da un punto di vista giudiziario, è interessante notare che il TAS poteva fare tre cose: accogliere in toto il ricorso, annullarlo o cassare con rinvio”.

Ha scelto la terza via.
“Nel primo punto, e non poteva fare altrimenti, ha dato ragione all’Adjudicatory Chamber perché il Milan non ha rispettato il pareggio di bilancio. E’ qualcosa che si riferiva a una situazione ascrivibile alla precedente gestione. Per tutto il resto, l’Adjudicatory Chamber ha avuto una bella ‘spallata’ da un organismo indipendente come il TAS che può dare un giudizio difforme da FIFA e UEFA”.

Così il Milan è stato riammesso in Europa.
“Dall’altra parte c’era la sanzione più grave, ovvero l’esclusione dall’Europa League. Di conseguenza, il TAS non si è pronunciato. Ha cassato un rinvio, come farebbe la Cassazione italiana. Di fatto, ha rimandato il faldone al primo tribunale, ovvero l’Adjudicatory Chamber della Uefa dicendo ‘hai irrogato una sanzione eccessiva’. Di conseguenza, ne serve ora una più mite”.

Cosa può fare ora la UEFA?
“La UEFA adesso può fare tutto quel che può permettere di sopravvivere al Milan da qui al prossimo anno. C’è però un profilo, in tutto questo che sorride al Milan, che va a favore della Uefa”.

Ci spieghi.
“L’Adjudicatory Chamber ha rigettato la possibilità di un accordo transattivo. Il TAS ha detto diverse cose: ci sono state violazioni. Le violazioni non sono state così gravi da provocare un’esclusione dalle Coppe. La UEFA deve giudicare ‘meglio’ sulla base dei ‘suggerimenti’ con una pena più mite. Adesso c’è una nuova proprietà del Milan, chiara e solida, certa nella sua solidità ed esistenza, che ora può intavolare una discussione più serena con la UEFA che, a mio giudizio, può arrivare a una soluzione soddisfacente per tutti. La UEFA aveva diritto di non credere alle rassicurazioni che il Milan sosteneva di meritare. Adesso il TAS ha detto che il Milan non merita a priori di non essere creduto. La sentenza non dice cosa succederà adesso ma, bensì che ‘tanto vale parlarsi'”.

Un nuovo accordo, un ‘agreement’, dunque?
“Adesso le parti hanno tempo e agio per sedersi e parlare. La UEFA potrà convocare il Milan per un nuovo settlement agreement, per ricominciare tutto da capo. Non scordiamo che la UEFA aveva rifiutato il voluntary agreement dei rossoneri, della proposta della squadra inadempiente di discutere determinate condizioni”.

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Redazione Il Milanista

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