FLORENCE, ITALY - SEPTEMBER 18: Nicola Rizzoli referee gestures during the Serie A match between ACF Fiorentina and AS Roma at Stadio Artemio Franchi on September 18, 2016 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
MILANO – Nicola Rizzoli, designatore arbitrale dell’AIA, ha parlato ai microfoni della Rai del tanto in voga argomento “razzismo negli stadi”. Ecco le sue parole:
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“Con Gravina ci siamo confrontati dicendo che c’è già una procedura ufficiale che richiama ai problemi di razzismo o di razzismo territoriale. Bisogna fermare la gara, fare un annuncio, e qual’ora continuino, un altro annuncio con tutte le squadre a centrocampo, poi si interrompe la sfida e infine si finisce negli spogliatoi con il responsabile dell’ordine pubblico che interviene decidendo se sospendere o meno la partita stessa. Gavillucci accantonato per la sospensione di Samp-Napoli lo scorso anno? Fermò la partita con l’annuncio ecc. Ma non è assolutamente così. L’arbitro deve andare avanti con le regole che ho elencato prima. Quando si rientra negli spogliatoi non decide più l’arbitro. Il direttore di gara, quando sente i cori, deve immediatamente interrompere la gara e proseguire secondo le regole. Non è facilissimo sentire immediatamente ciò che accade all’esterno del terreno di gioco”.
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