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Milano, una città sempre più nerazzurra

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MILANO – La città di Milano è sempre più interista: infatti negli ultimi anni sono aumentate a dismisura le targhe dedicate agli eroi nerazzurri. La polemica va avanti da molti anni. Il primo atto, di questa “guerra tra tifosi” è stato la nomenclatura dello stadio di San Siro a Giuseppe Meazza. Con il passare degli anni poi sono arrivati: il piazzale antistante San Siro (maggio 2007), il Giardino Helenio Herrera e piazza Axum (novembre 2017) e ancora prima la via ad Armando Picchi. Il 27 gennaio 2012 è stata posta, sempre allo stadio, una targa in ricordo di Arpad Weisz, ex giocatore ed allenatore dell’Inter, che fu deportato e ucciso ad Auschwitz. Ma questa è probabilmente un’altra storia, che va oltre il calcio. I milanisti dal canto loro lamentano la mancanza di onori ai suoi eroi come Herbert Kilpin, che fondò il Milan (oltre ad avere portato il calcio sotto il Duomo) e Nereo Rocco, primo italiano ad aver alzato al cielo la coppa Campioni. Il malumore dei tifosi rossoneri è ai livelli record tanto che a dicembre scorso è stata abbattuta la targa del Giardino del Mago. I tifosi del diavolo hanno solamente pochissimi luoghi intitolati ai loro eroi, e spesso sono spazi condivisi: come i “Giardini Maldini e Facchetti” e naturalmente lo Stadio Giuseppe Meazza. Oggi i milanisti portano a casa un’altra sconfitta: nel quartiere Isola, più precisamente a via Borseri, è stato creato un murale per celebrare i 110 dell’Inter, denominato l’Interwall.

 

L’avvocato milanista, o l’avvocato del Diavolo per citare un famoso libro e film, Giuseppe La Scala aveva già protestato sull’interizzazione della città come riferì al Corriere della Sera: “Siamo pronti a manifestazioni di disobbedienza civile. Se non ci danno uno spazio ce lo prenderemo. Herrera è stato un personaggio divisivo, un Mourinho d’altri tempi”. Ma sottolinea che : “Non penso dipenda dal fatto che gli ultimi sindaci della città siano stati interisti. L’Inter grazie ai suoi ultimi presidenti ha venduto meglio il “milanesismo”. Massimo Moratti ad esempio è stato più ecumenico e meno ingombrante di Berlusconi. Anche tra le due proprietà cinesi quella rossonera oggi è percepita più distante”. La Scala ricorda provocando che: “Intitolare una via a Herbert Kilpin, l’uomo che fondò il Milan nel 1899. Senza di lui non ci sarebbe stata nemmeno l’Internazionale, che nacque nel 1908 da una costola di soci dissidenti”. L’avvocato ha scritto anche un post su twitter:

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Redazione Il Milanista

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