Categories: archivio2018

Ibrahimovic: “Non rifiuto mai una sfida. Capello urlava sempre il mio nome…”

MILANO – Zlatan Ibrahimovic ha parlato i microfoni della BBC. Ecco l’estratto dell’intervista rilasciata dall’attaccante svedese:

[fnc_embed]<iframe frameborder=”0″ width=”700″ height=”450″ allowfullscreen=”true” src=”https://www.dailymotion.com/embed/video/x6uj9dp?autoPlay=1&mute=1″ id=”tv” ></iframe>[/fnc_embed]

“Io vengo da un altro pianeta. Il mio pianeta si chiama Zlatan Planet: qualche cosa che nessuno ha mai visto. Sono un ragazzo di quella zona che tutti chiamano ghetto: mi vedevano diverso, non mi facevano sentire il benvenuto, ma ho mostrato loro qualcosa di diverso e ora gli altri mi seguono. Manchester United? Quando ho deciso di andare in Inghilterra ho parlato prima con diversi giocatori che conoscevo. Tutti mi dicevano di non andare. Mi dicevano che non sarebbe stato un bene per la mia carriera perché in Inghilterra si viene giudicati dopo appena una stagione. Se non fai bene la prima diranno tutti che non servi a nulla. Queste parole hanno innescato in me la sfida: era quello che volevo sentirmi dire. Pensavano fossi vecchio; poi io, a 35 anni, ho fatto sembrare la Premier vecchia. Era una sfida e io non le ho mai rifiutate. La Premier dovrebbe esser felice del fatto che io non sia andato in Inghilterra 10 anni prima, altrimenti la sua storia sarebbe stata ben diversa. Lo United era la squadra giusta per me. Il club e la maglia che dovevo far brillare e io l’ho fatto. Lì mi sono sentito come `Benjamin Button´, stavo diventando ogni giorno più giovane. Poi, purtroppo, mi sono infortunato. Quando è successo non ho capito a cosa sarei andato incontro, perché non avevo mai avuto un infortunio serio. Ero come Superman, indistruttibile. Nessuno poteva rompermi. Allora mi sono detto ‘questo non è il modo di smettere di giocare a calcio, voglio tornare e giocare come facevo prima. Capello? Dal primo giorno di allenamento alla Juve l’ho sentito gridare ‘Ibra’. Prendeva i ragazzi delle giovanili e li faceva allenare con me: loro crossavano, io dovevo fare gol. Ogni giorno per 30 minuti. Io volevo solo andare a casa perché ero stanco e non volevo più tirare, né vedere la porta e i portieri. Sentivo sempre quell’urlo ‘Ibra’ e sapevo cosa significasse. Tiravo, tiravo. Alla Juve mi hanno fatto capire ‘qui siamo ad alti livelli, sei un attaccante, quindi devi darci gol. Se non li fai, non abbiamo bisogno di te’. Tutto era nuovo per me: grande squadra, grandi giocatori, grande allenatore, grande storia”.

Intanto, derby di fuoco per Sensi: Milan in vantaggio, la l’Inter… > CLICCA QUI

Redazione Il Milanista

Share
Published by
Redazione Il Milanista

Recent Posts

Post-partita, Allegri: “Loftus e Nkunku hanno fatto bene davanti”

L'intervista del post-partita ai microfoni di DAZN a mister Massimiliano Allegri. Ecco la sua analisi…

17 minuti ago

RIVIVI IL LIVE- Bologna-Milan 0:3| Vittoria tonda per i rossoneri

Il Milan è pronto ad affrontare il Bologna nel match valido per la 23a giornata…

3 ore ago

Bologna-Milan | Bartesaghi: “Stasera daremo il…” Le parole

L’esterno sinistro del Milan ha rilasciato alcune dichiarazioni nella fase pre partita con il Bologna:…

3 ore ago

Bologna-Milan | Allegri parte con Nkunku e Loftus: le ufficiali

Manca sempre meno al calcio di inizio tra Bologna e Milan: Allegri cambia tutto in…

4 ore ago

Milan, Numeri da capogiro per i presenti al Dall’Ara

A poche ore dal calcio di inizio tra Bologna e Milan, a sorprendere sono i…

5 ore ago

Milan, Parla Fedele: “Ibra? Vi dico che…” Le parole

Con l'arrivo di Comvest qualcosa potrebbe cambiare all'interno della dirigenza rossonera: L'analisi di Furio Fedele

7 ore ago