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Marco Fassone ha parlato, a Premium Sport, del primo anno al Milan da amministratore delegato: “C’è una forte impronta della proprietà cinese. c’è grande rispetto nei nostri confronti. Posso dire che da parte loro abbiamo avuto tutto il supporto e tutta la libertà di poter scegliere le persone con cui guidare il Milan. Tutte le nostre richieste sono state accettate. C’è fiducia nel futuro.”
IL GIORNO DEL CLOSING – “E’ stata per me una giornata quasi infantile, avevo sofferto molto per l’incertezza che c’era prima del closing. Quando è arrivato il gong finale quel giorno, ero molto felice. Dal punto di vista sportivo, il Milan ha un assetto che ci permette di guardare al futuro con serenità.”
MERCATO – “Abbiamo una rosa ben integrata, sono pochi i giocatori che sono ai margini della rosa, sono solo uno o due. Io penso che con un paio di innesti a stagione il futuro sarà molto positivo.
GATTUSO (1) – La decisione di fare un contratto di tre anni ha Gattuso è importante, gli abbiamo dato tutta la nostra fiducia. Anche a livello commerciale e di comunicazione sono state fatte tante cose”.
GATTUSO (2)- “Quando si fa firmare un contratto di tre anni ad un tecnico così giovane, la speranza è quella che apra un ciclo come quelli di Ferguson e Wenger. Per adesso mi accontenterei se i prossimi tre anni fossero di rinascita”.
PROGETTI – “Parlando fuori dal campo, abbiamo fatto tantissime cose anche se meno visibili e tra 3-4 anni avremo un altro stadio per aumentare i ricavi: o uno tutto nostro completamente nuovo o un San Siro rivisitato con l’Inter”.
OBIETTIVI – “Sin dal primo giorno il presidente ha detto di voler investire pesantemente in una squadra che in Cina è un’icona, tanti over 35 hanno seguito le imprese del Milan di Berlusconi e hanno fame di rossonero. Tra 2-3 anni, quando i tempi saranno maturi, vorrebbe anche quotare il club in Borsa: vuole rimanere lui il proprietario e continuare questo ambizioso progetto”.
YONGHONG LI – “Un uomo di poche parole e tanta concretezza: parla poco ma efficacemente. Sicuramente è diverso dai presidenti a cui siamo abituati ma ogni chiacchierata con lui è stata incisiva, come quella di qualche settimana fa quando mi chiese come mai non procedevo al contratto di Gattuso”.
CHAMPIONS – “Senza Champions sarebbe una catastrofe? No, assolutamente no. Senza Champions League non sarebbe una catastrofe: se in queste ultime giornate non faremo l’impresa, andrebbe comunque bene. Magari si investirà di meno ma tutti i piani presentati all’Uefa e agli investitori sono stati fatti senza Champions quindi i tifosi siano sereni. Ovviamente la prossima estate sarà una campagna acquisti con un saldo diverso tra cessioni e acquisti ma soprattutto per i paletti della Uefa, non per una scelta della proprietà: difficile immaginare l’arrivo di giocatori dai costi altissimi”.
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