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Di Luca Spigarelli
MILANO – Con l’inaugurazione del murales celebrativo dei 110 anni dell’Inter in via Borsieri nella città di Milano si è riaperta una brutta ferita per i tifosi rossoneri, che da anni accusano l’amministrazione meneghina di tifare i loro cugini. A dar sostegno a questa tesi c’è anche il fatto che gli ultimi sindaci sono stati tutti nerazzurri. In esclusiva per Il Milanista l‘avvocato Giuseppe La Scala, che tra le altre cose è tra i fondatori di Radio Rossonera ed è il frontman dei Piccoli Azionisti del Milan. L’avvocato del Diavolo, come lo chiamano in molti, vista la sua fede rossonera, precisa subito che: “Non credo che l’iniziativa venga dal capo dell’amministrazione comunale ma” – continua- “penso che l’Inter stia sicuramente lavorando in questo senso, in modo molto accorto, e trova nell’amministrazione comunale una sponda favorevole”. Il pensiero però di Giuseppe La Scala è che c’è: “un tentativo di destinare San Siro all’Inter, laddove le due società debbano dividere i loro destini riguardo lo stadio, chiedendo al Milan di andarsi a costruire uno stadio altrove.” Il pensiero dell’avvocato è sostenuto da prove come: “La zona intorno all’impianto si sta lentamente interizzando: dai Giardini Herrera a Piazzale Moratti. Ci sono sempre più zone vicino allo Stadio dedicate agli eroi nerazzurri. Alla fine sarebbe anche normale destinare lo stadio Meazza, giocatore dal passato più nerazzurro che rossonero, all’Inter.” E il Milan? “Probabilmente gli verranno offerte delle buone condizioni per andare a costruire la propria casa altrove. Magari si rivelerà una scelta opportuna dal punto di vista economico-imprenditoriale. Ma intanto, l’impressione che si ha è che se i rossoneri lasciassero l’impianto, l’amministrazione comune sarebbe ben contenta”.
Il club di via Aldo Rossi, ha poi una seconda targa: quella per Cesare Maldini condivisa con Facchetti, ma per l’avvocato: “Ma ci sono personalità della storia milanista che meritano un ricordo tanto importante quanto quello destinato ad Herrera: che ci sia un giardinetto intitolato al mago e che Milano non abbia ancora ricordato Nereo Rocco mi sembra pazzesco. Non discuto i giardinetti ad Herrera, ma mi fa inca***re il fatto che non ci sia ancora nulla per l’allenatore triestino”. Per non parlare di Kilpin, il fondatore del Milan “la cui tomba al Cimitero Monumentale non è particolarmente decorosa.” Anche i rossoneri potrebbero avere quello che ha l’Inter, ma a condizione che “la società sia più attenta, facendo vedere che ci tiene. La vecchia proprietà era completamente e largamente disinteressata a tutto ciò che era il Milan prima dell’avvento di Berlusconi, come dimostra la storia dello statuto offerto al Museo del Milan, ma lo ha snobbato. Ed è entrato nella galleria perché io sono riuscito a comprarlo all’asta e a portarlo, con la nuova proprietà, nel posto d’onore del museo. Il club con Berlusconi non voleva guardare alla propria storia: esisteva solo la storia creata dall’ex premier. L’Inter dal canto suo si è data molto da fare per tenere viva la propria storia e anche questo murales, che ho detto essere orrendo, un po’ alla fine glielo invidio. Certamente a un milanista quei colori non andranno proprio giù. E’ una grandissima operazione, per non parlare del fatto che hanno ornato un muro orrendo con un dipinto. Speriamo che nessun milanista abbia la brutta idea di deturparlo o rovinarlo come purtroppo hanno fatto ai giardinetti di Herrera, che rimane uno degli uomini che ha fatto la storia del calcio di Milano. Un conto è lo sfottò un altro invece è il vandalismo. Una cosa vergognosa.” Sulle iniziative popolari La Scala ricorda che: “Ci sono state e sono state portate avanti dai tifosi per intitolare una strada a Nereo Rocco, ma senza il supporto alle spalle del club non si arriva a destinazione. Le regole della toponomastica sono infernali, anche solo per mettere una targa celebrativa. Ci deve essere qualcuno che batta il ferro continuamente con il Comune, altrimenti la vicenda si ferma sempre. L’alternativa” -sottolinea- “è che noi tifosi prendiamo le targhe di piazza intitolate a nomi insensati e ci metteremo sopra un bel cartello con scritto sopra Piazzale Nereo Rocco. E prima o poi lo facciamo. Ho visto che la nuova proprietà è interessata alla storia del Milan, ma l’impegno non è mai abbastanza. Speriamo che la situazione possa migliorare e che venga riconosciuta la nostra storia”. Intanto dalla Spagna rimbalza questo rumors —> CONTINUA A LEGGERE
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