Gattuso abbraccia Cutrone, metaforicamente avvolto da tutti i tifosi del Milan.
Di Antonello Gioia
MILANO – Caro diario, la settimana scorsa ero in vena di polemiche, mentre oggi sono troppo esaltato per farlo. E poi, di cosa dovrei lamentarmi?
Potrei dirti che al 94esimo avevo già quasi finito di scriverti che ero deluso, amareggiato, per la seconda prestazione su due di buon livello e per il secondo vantaggio su due buttato al vento. Poi è arrivato il recupero di Bonaventura, l’assist illuminante di Higuain e la rete decisiva di Cutrone. E ho dovuto cancellare tutto. Riscrivere tutto. Ma come potrei lamentarmi?! Anzi, caro diario: spero che il Milan mi faccia sempre cancellare e riscrivere così come è successo ieri. Spero che mi faccia urlare di gioia tutto l’anno così come ho fatto ieri sera. Ti dico la verità: ha urlato anche la mia anima. È volata a Milano, in quel San Siro infuocato, abbracciando tutti i calciatori rossoneri e tutti i tifosi che di quei colori sono innamorati pazzi. Un po’ come me, un po’ come noi, caro diario. Una cosa: il Diavolo non muore mai. Siamo alla terza giornata, ma tieni già d’occhio queste parole.
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